PROFESSOR Bonito Oliva perché si è dimesso? «Fu una scelta che presi nel momento in cui capii che un ulteriore dialogo con la Regione, governata da una destra narcotizzata, sarebbe stato impossibile. Benché oggi una città lazzara come Napoli tenda a dimenticare, è doveroso ricordare che la giunta Caldoro ha adottato una pratica cara ai Paesi anglosassoni, ossia lo spoil system. Non la giudico, ma almeno in quei luoghi la politica sostituisce in massima trasparenza personale qualificato con personale altrettanto qualificato. Qui il ricambio non c'è stato: attraverso il Madre si puntava solo a colpire Bassolino». Pierpaolo Forte, attuale presidente della Fondazione Donnaregina, ha smentito ogni accusa di spoil system. «Perché allora epurare Cicelyn? Per il bando di concorso internazionale del nuovo direttore? Avrebbe potuto comunque mantenere un ruolo nella Fondazione: il museo esiste soprattutto per merito suo e del curatore Mario Codognato, ottimi elementi per le strategie future. A loro rinnovo il mio totale appoggio. Ora Forte sostiene che il museo ritroverà la vecchia gloria: glielo auguro, ma io rivendico la vecchia gestione e vedo il futuro difficile. Intanto una fuga di artisti dal museo, dopo aver ritirato i propri lavori in comodato». Eppure le condizioni di sicurezza c'erano perché le opere rimanessero dov'erano. «Non è mica sufficiente la manutenzione. Prevale in realtà una sfiducia culturale nel nuovo consiglio del Madre: si è interrotto un rapporto fiduciario e di investimento del futuro. Un artista può ritirare quando vuole la sua opera, se in comodato». Nel "Piano cinque cerchi" del Madre si parla di partnership con la fondazione privata di Maurizio Morra Greco. Sgarbi promuove l'arte appannaggio dei privati. Lei come la pensa? «Credo che i privati possono entrare in un museo solo se apportano dei fondi. In questo caso invece, del denaro pubblico (circa un milione, ndr), è affidato a Morra Greco per promuovere i suoi progetti. Non funziona così il matrimonio privato-pubblico, anche se la fondazione in questione detiene una delle collezioni di arte giovane migliori in Europa. É giusto invece che intervengano nel futuro del Madre anche altri enti privati della città. A loro spese, però. Senza creare evidenti conflitti d'interesse ». Sgarbi ritiene anche che il Madre sia stato un fallimento. «Sgarbi non ha grossa competenza nell'indottrinarci, visto anche il suo opinabile gusto in arte contemporanea. Basti pensare alla sua carriera di critico e curatore, più volte dimissionato e, non ultimo, il pessimo "Padiglione Italia" da lui coordinato alla Biennale di Venezia. Per quel che so io, il Madre era diventato uno dei musei internazionali più rilevanti: interloquiva con altre realtà e artisti. Vi sono state organizzate grosse mostre e retrospettive, dando invece estrema visibilità alla città. Per quanto riguarda i visitatori, la media era più che buona, essendo il terzo museo più visitato della Campania dopo l'Archeologico e Capodimonte, e non è facile per l'arte contemporanea. Questi settori danno i loro risultati nei tempi lunghi, soprattutto in una città come Napoli, debilitata da mali storici. Non siamo al botteghino di un cinema: qui si tratta di educare il popolo. E il Madre era più che idoneo a farlo». E i prezzi di gestione? «Non conosco le spese precise, ma certamente 110 milioni di euro sono una baggianata. Io personalmente ho curato una grande rassegna su Alighiero Boetti nel 2009 al Madre. L'ho fatto a titolo gratuito, senza influire sul bilancio». Si candiderebbe come futuro direttore? «No, preferisco definirmi un "museo volante". È demagogico, tipico di Sgarbi, suggerire come nuovo coordinatore Antonio Manfredi del Cam. Solo un direttore di ambito internazionale può risollevare l'impasse del Madre».
NAPOLI - Bonito Oliva: "Madre, museo orfano colpito a morte dallo spoil system"
Il professore Bonito Oliva si è dimesso dal ruolo di direttore del Museo di Capodimonte di Napoli. Ha fatto questa scelta dopo aver capito che un ulteriore dialogo con la Regione era impossibile. Il professore sostiene che la giunta Caldoro ha adottato una pratica cara ai Paesi anglosassoni, ovvero lo spoil system, che sostituisce personale qualificato con personale altrettanto qualificato. Ha anche epurato il direttore del museo, Cicelyn, e ha sostituito il ruolo con Pierpaolo Forte, attuale presidente della Fondazione Donnaregina. Il professore ritiene che il museo sia stato un fallimento e che Forte non sia in grado di gestirlo.
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