Fondazioni benefiche, università o imprenditori multimilionari Sempre più monumenti rinascono grazie agli aiuti stranieri Nonc'è soltanto "mister Tod's" per il Colosseo. Un giapponese per la Piramide Cestia, gli americani per il Tempio di Portuno e Santa Maria Antiqua, i tedeschi per la Basilica Giulia e l'antica città di Gabii. Batte un cuore dalla doppia cittadinanza in alcuni monumenti sotto tutela statale, e per l'archeologia sembra prospettarsi un autunno di piccoli traguardi grazie ad "angeli custodi" stranieri. Tra donazioni, sponsor, concessioni per scavi, tanti sono i mecenati che mettono risorse economiche e umane al servizio del patrimonio, sotto la supervisione della Soprintendenza ai beni archeologici. La Piramide Cestia, "adottata" dall'imprenditore giapponese Yuzo Yagi, è uno dei casi più eclatanti. Grazie alla sua erogazione liberale da un milione, è pronto a partire il restauro del monumento eretto nel 13 d.C. da Caio Cestio Epulone. «Dopo l'estate, ci sarà l'aggiudicazione esecutiva dell'appalto e contiamo di aprire il cantiere entro settembre annuncia Rita Paris, responsabile del monumento I lavori dureranno circa un anno». Attesa anche per l'apertura del Tempio di Portuno, chiuso da almeno trent'anni. Qui gioca un ruolo chiave il World Monuments Fund, l'agenzia internazionale senza scopo di lucro impegnata nel sostegno del patrimonio culturale, che ha sponsorizzato il progetto della Soprintendenza con 880mila dollari. «Dopo l'estate apriremo la cella con visite guidate», annuncia il direttore dei lavori, Maria Grazia Filetici. Si potrà così scoprire lo straordinario ciclo di affreschi del VII-VIII secolo che ricostruisce sulla base dei vangeli apocrifi la vita di Maria, dall'infanzia alla morte. E il WMF torna protagonista al Foro, dove co-finanzia il restauro delle pitture di Santa Maria Antiqua, la "Cappella Sistina del Medioevo", nel quale è impegnata anche l'Università della Tuscia. I lavori sono a una svolta, annuncia il direttore del Foro Roberto Egidi: «Stiamo lavorando per lanciare in autunno un "aperto per restauro" con visite guidate al cantiere dice il direttore del progetto Giuseppe Morganti mentre l'apertura al pubblico a gruppi contingentati sarà nel 2013». E "l'ala" del WMF arriva anche sul Palatino alla Casina Farnese, dove cofinanzia al 33 il restauro degli affreschi rinascimentali: «I lavori alla loggia del primo piano sono quasi finiti e ci si può già affacciare. Il secondo loggiato è a buon punto, la volta restaurata e si procede sulle pareti. Anche qui prevediamo visite guidate per gruppi», annuncia Morganti. Strategico anche il sistema di concessioni. L'Istituto Germanico è protagonista nel restauro della Basilica Giulia al Foro, in fase conclusiva per l'autunno: «È un contributo scientifico importante perché stanno studiando le strutture architettoniche di età augustea», spiega l'archeologa Patrizia Fortini, responsabile insieme a Ida Sciortino. «Da sempre si promuovono accordi di partenariato con università e accademie di tutto il mondo avverte la soprintendente Mariarosaria Barbera Un'esperienza di eccezionale valore riguarda la città latina di Gabii, un'area archeologica di 70 ettari, che ha restituito la Reggia del figlio di Tarquinio il Superbo, dove le università di Bonn, del Michigan e le italiane Roma 2 e Matera operano insieme ai nostri tecnici, guidati da Stefano Musco».
ROMA - Dalla Piramide al Palatino i tesori "salvati" dai mecenati
La Soprintendenza ai beni archeologici ha ricevuto donazioni e contributi da imprenditori e università di tutto il mondo per il restauro di vari monumenti romani. Tra questi, la Piramide Cestia, che sarà restaurata grazie a una donazione di un milione di dollari da parte di Yuzo Yagi, un imprenditore giapponese. Il Tempio di Portuno sarà aperto al pubblico dopo essere stato chiuso per trent'anni, grazie a una sponsorizzazione del World Monuments Fund. La Basilica Giulia sarà restaurata grazie a un contributo scientifico dell'Istituto Germanico. L'Università della Tuscia e le università di Bonn, del Michigan e Matera collaborano con la Soprintendenza per il restauro di vari monumenti, tra cui la Reggia di Gabii.
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