Caduto il muro di contenimento sotto il Ninfeo Broccoli: «È solo il rivestimento. In 15 giorni si ripara» Il fracasso delle pietre che piovevano a terra, alle 4 di mattina, devono averlo sentito in pochi in quella porzione di via intitolata a Gabriele D'Annunzio ma ai più conosciuta come salita del Pincio. Eppure l'ennesimo crollo della Roma storica, questa volta si tratta di una porzione del muro di contenimento della rampa progettata dal Valadier che collega il Pincio a Piazza del Popolo, ha soprattutto risvegliato dai torpori agostani l'opposizione che accusa la giunta Alemanno incapace e «inadeguata» a gestire la manutenzione del patrimonio culturale della Capitale. Il Comune dopo i primi sopralluoghi effettuati in mattinata ha subito ridimensionato l'episodio. «È la fodera del muro a essersi distaccata per nove metri di lunghezza. Parlare di crollo dell'intera struttura è eccessivo» ha subito precisato Umberto Broccoli, Sovrintendente ai Beni Culturali «Riguarda il secondo tornante dei tre che collegano la Terrazza del Pincio a Piazza del Popolo. Siamo intervenuti immediatamente per mettere in sicurezza l'area - ha spiegato Broccoli - ma dai primi i rilievi sembra che il danno sia stato causato dalle conseguenze del maltempo e del gelo di questo inverno. I lavori di restauro su tutti i tornanti erano già stati programmati, sulla base di un progetto dell'Ufficio città storiche, come prosieguo dei lavori sul Ninfeo che sono già stati completati». Questo non significa, comunque, che si possa abbassare la guardia. Lo ha sottolineato lo stesso sindaco Alemanno assicurando, comunque, che «in 15 giorni si sistema tutto» anche se «il problema è che se non si può intervenire in maniera strutturale e continuativa e dunque c'è il rischio di altri crolli». In effetti la rampa del Pincio è il classico esempio di un lavoro a metà: nella parte superiore risplende come una meringa al sole il Ninfeo, sontuoso proscenio della terrazza del Pincio (i cui lavori di restauro costati 1,3 milioni di euro si sono conclusi due mesi fa) mentre il muro di cinta è sgarrupato e necessita di interventi urgenti. «I lavori, completati a luglio per la parte relativa al Ninfeo, sono già pianificati e si estenderanno ai restanti tornanti sulla base di un progetto dell'Ufficio città storica. L'intervento verrà completato nei prossimi mesi» ha fatto sapere Dino Gasperini, l'assessore alle politiche culturali di Roma Capitale confermando che la messa in sicurezza dell'area del crollo è già finita e gli interventi di ripristino sono già stati avviati. Smentita così la notizia divulgata dal consigliere del Pd Paolo Masini che aveva parlato di romanella affermando che il restauro terminato a luglio «riguardava tutto il prospetto costituito dai muri di contenimento laterali e dal gruppo del ninfeo centrale». Invece i prossimi interventi (sulle rampe ma anche sul bassorilievo marmoreo e le tre nicchie con statue) «avrà un costo di 1.370.000 euro che saranno finanziati con gli oneri derivanti dalla ristrutturazione di palazzo Raggi in via del Gambero» come ha precisato Paolo Voltaggio consigliere capitolino di Identità Cristiana. Il crollo di ieri notte al Pincio s'aggiunge al lungo elenco dei monumenti artistici feriti dall'incuria e dal tempo. Nel giugno scorso cadono alcuni frammenti di cornicione della Fontana di Trevi. Il sovrintendente Broccoli anche qui parlò di un effetto causato dalla neve di febbraio. Nel dicembre 2011 due piccoli crolli, a Natale e il 27, al Colosseo. Poi nel marzo del 2010 il cedimento del soffitto della Domus Aurea, creata da Nerone dopo l'incendio che nel 64 dopo Cristo distrusse gran parte di Roma. E i crolli delle Mura Aurealiane: nel 2001 ben 24 metri tra Porta Ardeatina e Porta San Sebastiano. Nel 2007 l'altro crollo nella zona di San Lorenzo. Vai alla homepage 23082012