Ci vorrà un mese per conoscere gli esiti delle analisi sulla testa di leone in bronzo ritrovata nei giorni scorsi da tre sub a Capo Bruzzano (Reggio Calabria). A prima vista la soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, avanza già una prima datazione: «Potrebbe essere di epoca romana o rinascimentale, ma il reperto resta un pezzo enigmatico sul quale serve fare approfondimenti». Ieri mattina si sono svolte le ispezioni in mare da parte dei carabinieri del nucleo sommozzatori di Messina. Il sogno che dal mare affiorasse un tesoro dell'antichità si è infranto quando, nella zona dove era stata segnalata la presenza di un'armatura o di una statua, i carabinieri hanno rinvenuto il radiatore di un motore per imbarcazione. I sommozzatori si sono poi spostati nella zona dove è stata trovata la testa del leone e dove i sub dilettanti avevano segnalato la presenza di una nave. Anche in questo speranze vane perché i carabinieri non hanno trovato nessun relitto né tracce di una nave affondata. Alla fine della giornata la soprintendente ai Beni archeologici non ha esitato ad affermare che sulla vicenda della statua o della presunta armatura è stato fatto «tanto rumore per nulla. Bisognerebbe dire quanto è costato allo Stato tutto questo circo ed era una situazione che si poteva evitare. Bastava attenersi alle procedure ed evitare di informare prima la stampa e poi le autorità. Ci saremmo evitati tutte queste spese inutili». Intanto, dopo una una prima ispezione fatta dalla Soprintendenza ai beni archeologici, la testa di leone in bronzo è stata nuovamente affidata ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico che la porteranno all'Università della Calabria dove, già dai prossimi giorni, saranno effettuate le analisi chimiche e fisiche per stabilire l'epoca di realizzazione. Poi ci sarà il restauro. Sulla vicenda del ritrovamento della testa del leone è intervenuto anche il sindaco di Bianco, Antonio Scordino, il quale ha rivolto un appello alla Sovrintendenza ai beni archeologici affinché i «reperti che vengono trovati restino sul territorio». «Tutt'altro che bufala: il ritrovamento e la consegna alle autorità dello Stato della testa di leone conferma che i fondali della Calabria sono ancora ricchi di beni», il commento dell'assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri.
Ma quale armatura: la testa di leone era vicina al radiatore di un motore
La testa di leone in bronzo ritrovata nei giorni scorsi da tre sub a Capo Bruzzano (Reggio Calabria) è stata segnalata alla Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria. La soprintendente, Simonetta Bonomi, ha avanzato una datazione possibile: epoca romana o rinascimentale. I carabinieri del nucleo sommozzatori di Messina hanno effettuato ispezioni in mare e hanno trovato il radiatore di un motore per imbarcazione, ma non relitti o tracce di una nave affondata. La testa del leone è stata nuovamente affidata ai carabinieri, che la porteranno all'Università della Calabria per analisi chimiche e fisiche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo