COLPA della pioggia e della neve, colpa delle infiltrazioni d'acqua e delle temperature alte. In altre parole, colpa della scarsa manutenzione. Fatto sta che il patrimonio culturale di Roma perde i pezzi. Solo gli ultimi quattro mesi hanno inanellato una serie di giornate nere. Le più recenti, ad agosto, hanno visto protagonisti i dieci metri di muro secentesco di Villa Medici, e la Galleria Borghese, la cui splendida facciata secentesca progettata dall'architetto Flaminio Ponzio ha visto precipitare all'improvviso, proprio da sotto la terrazza, parte dello stemma con i simboli dei Borghese. A luglio è toccato alla Torretta Valadier di Ponte Milvio, dove si sono staccati alcuni pezzi di intonaco del cornicione più alto. Ma anche ai palazzi del potere istituzionale, alla Sala della Lupa di Montecitorio dal cui soffitto alto almeno quindici metri è caduto l'ampio frammento dell'affresco dell'Allegoria di Roma. A giugno, un duetto memorabile. Prima il Ludus Magnus, la caserma- palestra dei 'ludi gladiatores' collegata al Colosseo, dove un intero muro è venuto giù riducendo la cortina antica ad un cumulo di frammenti proprio al lato di una delle 'bocche' d'accesso all'arena. Pochi giorni dopo, la Fontana di Trevi ha perso le sue "foglie di alloro", ossia alcuni frammenti decorativi di uno dei capitelli del cornicione nella parte sinistra della fontana. A maggio è stata la volta del cinquecentesco palazzetto del Cardinale attiguo alla basilica di San Pietro in Vincoli che custodisce il Mosè di Michelangelo, dalla cui facciata si sono staccati pezzi di intonaco. Nel febbraio 2011, poi, la basilica paleocristiana di Santa Balbina vedeva crollare 3 metri del muro di contenimento a ridosso dell'area archeologica delle Terme di Caracalla.