«ATTENZIONE: non è crollato il muro, ma la "fodera" del muro», precisa subito Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni culturali di Roma. Comunque sia, è un cedimento che non ha causato danni a persone per pura fortuna. Come si risolve? «Affrontando un problema per volta: dopo la segnalazione abbiamo chiuso al traffico, raccolto i mattoni che serviranno per il restauro, riaperto la strada già alle 11,30, la messa in sicurezza sarà conclusa in giornata». Tecnicamente: cosa è accaduto? «La mia ipotesi è che l'azione del tempo e del maltempo non lasci queste strutture così antiche indifferenti. In più, nel punto del distacco, le maestranze del Valadier hanno realizzato una specie di incàvo: è quello il punto del collasso, quello di una di difformità strutturale». Quindi si poteva prevenire? «No, a meno che non si lavori sul maltempo...». Come e quando sarà realizzato il restauro? «Punto alla procedura di massima urgenza: vorrei che con questa modalità si avviasse il progetto di recupero del Pincio messo a punto dall'Ufficio città storica». Con che tempi e quali costi? « È un intervento importante e complessivo, per un importo di circa 1, 3 milioni di euro, di cui circa 300mila dedicati a questa emergenza. Un lavoro da realizzare "in continuità": difficile prevederne i tempi, ma ci vorranno mesi». (francesca giuliani)