Una tesi di laurea sulla fondazione: l'impennata di visitatori a Palazzo reale È QUELLO che viene definito "case history", ovvero un modello che fa da apripista: la Fondazione Federico II di Palermo rappresenta un esempio originale di gestione dei beni culturali, visto che si tratta di una fondazione di diritto pubblico, gestita secondo una concezione aziendale del patrimonio culturale. Questo è il dato che emerge da una tesi di laurea del palermitano Nicola Martorana, laurea all'Università Cattolica di Milano, e ora trasformata in libro, pubblicato dalla Fondazione Federico II, che enuncia la trasformazione da bilancio con gravi perdite a bilancio attivo, e non solo. In un momento così particolare dell'economia, dove la diatriba tra orsi e tori degli anni Novanta ha lasciato spazio ai tagli a colpi di machete della spending review che tanto si è abbattuta sulla cultura, ecco qui una formula che potrebbe essere applicata ad altre fondazioni. «La tesi dice Lelio Cusimano, direttore generale della Fondazione Federico II, presieduta da Francesco Cascio parte da tre punti base per giungere alle sue conclusioni. E cioè, che si tratta di un ente di diritto pubblico, che genera un servizio culturale, e non riceve fondi pubblici. Per la precisione, quello che riceve è una parte della Tabella H, ma vengono impiegati solamente per le mostre temporanee, ne realizziamo una al mese all'incirca». «Per il resto prosegue Cusimano, che ricorda la sua provenienza da Confindustria la Fondazione, che veniva da un periodo difficile ha risanato il suo bilancio ed è in attivo. Nelle casse entrano i proventi delle visite a Palazzo dei Normanni e della Cappella Palatina. In contesti particolari organizziamo delle visite private, dopo la chiusura del normale orario. Ultimamente per un'importante famiglia francese abbiamo organizzato la visita guidata, una cena nel giardino e un concerto nella Cappella Palatina». La gestione dei servizi connessi alla valorizzazione e fruizione di Palazzo dei Normanni è stata affidata alla Fondazione Federico II con la legge regionale 15 del 2004: l'ex reggia è passata dai 131.139 visitatori paganti del 2008 ai 214.050 del 2011. «Altri elementi che curiamo particolarmente dice Cusimano sono l'apertura per tutta la settimana, il controllo dello sbigliettamento attraverso la rete telematica, il sito in cinque lingue, ed entro il mese pubblicheremo il bando per le videoguide, con tablet a disposizione dei visitatori pagando un supplemento sul biglietto».