CASTAGNETO La tutela del paesaggio conta più dei piani urbanistici. Parola della Sovrintendenza che, con il suo parere, ha mutato il corso degli eventi sul caso dell'estate: le baracche sulla spiaggia di Marina di Castagneto, una quarantina tra capanne e tettoie, quelle a nord di proprietà dei nobili castagnetani, quelle a sud dei pescatori. Su tutte pesa un'ordinanza comunale (del 2002) che ne ordina la demolizione in quanto opere abusive realizzate su terreno demaniale. Una vertenza che va avanti da dieci anni. Proprio all'inizio dell'estate è diventata operativa la sentenza del Consiglio di Stato che avvalora l'ingiunzione comunale. Ma il parere della Sovrintendenza, che le ha definite beni paesaggistici, ha indotto il Comune di Castagneto - pur con un codazzo di polemiche - a sospendere la demolizione. «Mi sembra assurdo che davanti a tanti scempi infrastrutturali si vada a occuparci così caldamente di alcune costruzioni in legno, integratissime nell'ambiente, come le capanne di Castagneto». Così commenta l'architetto Riccardo Lorenzi della Sovrintendenza di Pisa e Livorno. «Noi operiamo politiche di cultura del territorio - aggiunge - e l'abbiamo fatto anche in questo caso. Le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato si basano esclusivamente sul punto di vista urbanistico. E' erroneo dire che non è stata rispettata la sentenza, in quella finale il giudice ha riconosciuto il diritto di prescrizione alle Sovrintendenze. L'articolo 9 della Costituzione italiana parla chiaro: la tutela del paesaggio si avvale di un diritto prioritario anche rispetto alle normative urbanistiche. Non siamo più nel Medioevo dove si scatenavano guerre tra padroni e contadini. Io ho svolto un sopralluogo sulla spiaggia e credo fermamente che una miriade di ombrelloni colorati in una zona protetta naturalisticamente sia cento volte più impattante. Non importa di chi sia il terreno, l'importante è che si mantenga puro come è stato fatto in tutti questi anni grazie a una gestione intelligente e non interessata a speculazioni. Oggi questo tratto meraviglioso che tocca l'oasi di Bolgheri potrebbe essere invaso da molteplici stabilimenti balneari e perdere così la propria identità».