Il gen. Conforti. «Chi li ha acquistati potrà continuare a tenerli, almeno sapremo cosa sono e dove si trovano custoditi» . GIARRE. Uno va a Giarre per fare due chiacchiere con il generale dei carabinieri Roberto Conforti - sapete, quello che per undici anni ha dato la caccia ai reperti archeologici trafugati e che è in pensione da quattro mesi - e ti spunta fuori la notizia. Quale? «Il ministro Urbani su mia sollecitazione sta per presentare una sanatoria sulla detenzione di reperti archeologici di provenienza illegale. Sarebbe il toccasana, perché da quel momento in poi noi sapremo quello che c'è e che al momento non possiamo sapere. In sostanza il bene resta al proprietario e ai suoi eredi, ma noi almeno sapremo dove sta e questo servirà per la catalogaziene». Dunque chi ha in casa capitelli, monete antiche, statue, monili di millenni addietro potrà stare tranquillo. Basterà denunciare tutto al Nucleo di tutela dei beni culturali o alle soprintendenze. Conforti - assieme alla prof. Paola Donati che ha curato il restauro del satiro di Mazara - tiene una conferenza al cinema Garibaldi ed è attorniato dagli studenti del liceo Amari di Giarre, e delle sezioni di Castiglione di Sicilia e Linguaglossa. «Ora giro per le scuole - dice - voglio far capire ai ragazzi cos'è il rispetto della cultura che è un patrimonio di tutti. La maturità di un popolo si misura con il rispetto che si ha verso gli anziani e nel rapporto che c'è tra società e cultura. Se queste cose vanno, siamo un grande popolo, diversamente...». Negli Stati Uniti i musei hanno parecchi reperti siciliani: la Venere di Morgantina al Paul Getty Museum di Malibu, il tesoro d'argento di Morgantina al Metropolitan Museum di New York, gli aeroliti di Morgantina in casa del collezionista di Manhattan Tempelsman. Pareva che volessero ridarceli, ma ora non se ne parla più. Perché? «Per la Venere di Morgantina è ancora in corso la perizia sul materiale per accertare se viene da Morgantina, ancora bisognerà combattere. Comunque da due anni in base ad un protocollo di intesa tra gli Stati Uniti e il governo italiano il governo americano non fa più entrare testimonianze culturali provenienti dall'Italia prive di documentazione di provenienza. E questo è già un gran passo avanti che scoraggia i tombaroli, i quali arrivano spesso prima delle soprintendenze. La verità è che negli anni dal 60 all'80 la Sicilia è stata saccheggiata. La colpa è anche un po' nostra perché non siamo stati molto attenti a questo settore. Oggi per fortuna c'è maggiore sensibilità. E poi l'attività che stiamo conducendo ha interrotto l'azione di sodalizi criminosi nazionali e internazionali che ora sono nelle maglie della magistratura: e poco alla volta le cose rispuntano fuori e stanno tornando in Italia. Oggi il tombarolo sa che la sua è diventata un'attività a forte rischio». La mafia in che modo c'entra in questo traffico? E a che punto è la caccia alla Natività del Caravaggio rubata a Palermo nel '69? «La mafia c'entra laddove c'è da guadagnare. E spesso scambia i reperti con armi e droga. Ad esempio abbiamo ritrovato dopo sei anni a Kingston in Giamaica delle tele del Perugino e del Donadoni che valevano una ventina di miliardi: erano state rubate a Bettone in provincia di Perugia ed erano state scambiate con droga e armi. Quanto alla Natività dopo le inchieste fatte e ancora in corso siamo riusciti a delimitare i contorni. Storicizzando l'evento dobbiamo cercare la cosca che a quell'epoca operava nel quartiere San Lorenzo, perché è chiaro che altri non potevano entrare in quell'area. Poi quella cosca in seguito alle guerre di mafia sarà stata scompaginata e chi detiene ora il dipinto può darsi che non sappia neppure il suo valore. Indubbiamente non è da commercializzare, per cui alla fine chi ce l'ha potrebbe anche sbarazzarsene e farlo ritrovare». C'è anche il problema dei tesori sotto il mare. «La Regione siciliana sta cercando un'intesa con la Tunisia per le ricerche sottomarine. Ancora non c'è riuscita. Spero che poi non arrivi il solito americano Ballard con il suo batiscafo e porti via tutto».
Una sanatoria per i reperti antichi.
Il generale dei carabinieri Roberto Conforti tiene una conferenza al cinema Garibaldi a Giarre, in Sicilia, per spiegare ai ragazzi il rispetto della cultura e il patrimonio archeologico. Il ministro Urbani sta per presentare una sanatoria per la detenzione di reperti archeologici di provenienza illegale, che consentirà ai proprietari di tenere i reperti e ai ricercatori di sapere cosa sono. Questa misura è stata richiesta dal ministro Urbani su richiesta dell'autore. Negli Stati Uniti, i musei hanno reperti siciliani, come la Venere di Morgantina al Paul Getty Museum di Malibu, ma la provenienza di questi reperti è spesso sconosciuta.
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