AFRICO «Una sensazione indescrivibile» Bruno Bruzzaniti, 55 anni, di Africo ma residente a Roma, è lo scopritore, unitamente a Leo Morabito, 47 anni, nato e residente ad Africo, del pannello quadrato in bronzo raffigurante la testa del leone. Quando ci parla del suo primo impatto con il prezioso reperto sembra rivivere momenti decisamenti singolari. «Ho capito subito che ero in presenza di qualcosa di straordinario. Poter stringere quel pezzo di bronzo mi ha dato una sensazione che è difficile raccontare. Con l'amico Leo, che ha richiamato la mia attenzione su quel luccichio che proveniva dal fondale marino notato durante una delle sue tante immersioni ci siamo resi conto che potevamo portare alla luce qualcosa di veramente eccezionale». Una scoperta avvenuta per caso, oppure avevate avuto qualche avvisaglia? «Leo Morabito è un grande appassionato di immersioni. La scoperta, però, è stata casuale. Durante una delle sue escursioni, si è imbattuto, come tante volte, in un insolito luccichio, proveniente dai fondali. Ha ritenuto, per scrupolo, di sincerarsi di cosa si trattava e quando si è avvicinato quasi non credeva ai suoi occhi. Ha notato disegnarsi davanti a lui le fattezze di un leone e, quindi, si è dato un gran da fare per recuperare quel pezzo di bronzo di circa 50 cm. Mi ha allenato e ho intuito la potenzialità di quella scoperta provvedendo a consultarmi subito con alcuni esperti. Era chiaro che ci trovavamo di fronte ad un reperto straordinario. Certo, adesso si dovrà stabilire la sua esatta epoca storica ma è fuor di dubbio che abbia qualche migliaio di anni». Subito dopo aver recuperato la testa bronzea cosa avete fatto? «Abbiamo sentito, come dicevo, alcuni esperti che ci hanno raccomandato la massima attenzione consigliandoci di denunciare il ritrovamento. Abbiamo, quindi, inviato una lettera alla Soprintendenza archeologica della Calabria, al Comando dei Carabinieri di Cosenza e alla Presidenza della Regione Calabria». «Ma da cosa avete dedotto che si trattava di un ritrovamento molto importante? «È stata una sensazione immediata. Ma abbiamo anche notato dei frammenti di ceramica nera ancora attaccati al leone. Dettagli che, anche come hanno confermato gli esperti, testimoniano antiche lavorazioni fenice o greche». Il settimanale " La Riviera" ha diffuso via internet anche la notizia di una ulteriore scoperta a poca distanza dal ritrovamento della testa del leone ."Si è vero. E' stato un mio parente Bartolo Priolo, che è anche lui un appassionato che dopo essere stato avvertito da noi dell'importante ritrovamento ha fatto alcune immersioni e a breve distanza ha notato una specie di armatura incastrata tra gli scogli. Nella zona ci sono anche molti frammenti che fanno presuppone il possibile naufragio di una antica nave».