Pd e Sinistra contro i gazebo, ma per la Sovrintendenza sono parte del paesaggio e devono restare BOLGHERI «Se sono abusive la legge è legge e vanno demolite», dice il segretario del Pd di Castagneto Sandra Scarpellini. Lo dice anche la Sinistra, che però fa notare maliziosamente come quella del Partito democratico non sia la posizione del sindaco Fabio Tinti il quale, col parere della Sovrintendenza in mano, non se la sente di mandare le ruspe al Renaione per abbattere le capanne e le tettoie dei vip. E il Pdl, sull'altra sponda, che avverte: «La legge valga per tutti, anche per quelle baracche e quei gazebo cresciuti più a sud». Quelli, cioè, dei pescatori. Siamo a Bolgheri, terra di conti e marchesi, del Sassicaia e dell'Ornellaia, dei cipressi del Carducci e dei divi dello spettacolo che scelgono l'esclusiva spiaggia tra la foce del Seggio e Marina di Bibbona per ritagliarsi pace e relax. L'hanno fatto Harrison Ford, Johnny Depp, Sting, ma prima di loro Carlo Tullio Altan, il maestro Karajan, Sarah Ferguson e Carolina di Monaco. Le capanne e le tettoie in causa sono qui da un secolo da quando le famiglie Antinori, Incisa della Rocchetta, della Gherardesca e poi i De Banfield le costruirono, prima ancora che la riforma del Demanio fissasse regole precise sui manufatti realizzati sulle spiagge. La contesa esplode nel 2001 quando il Comune di Castagneto firma un'ordinanza di demolizione di baracche, tettoie, capanne «realizzate in violazione agli articoli del codice della navigazione poste sull'arenile tra la foce del fiume Seggio e il confine col Comune di Bibbona». Nel dettaglio si tratta di 8 capanne in area privata ricadenti però nella fascia dei 30 metri dal limite del demanio marittimo, 21 tettoie, 14 capanne invece con occupazione abusiva di 1.000 metri quadrati. I nobiluomini non ci stanno, quella è roba nostra, dicono. Segue il ricorso al Tar della Toscana dei proprietari, respinto nel 2005 e il nuovo appello al Consiglio di Stato che nel 2011 dà ancora ragione al Comune. Ma a salvare «le tettoie dei vip» arriva, in piena estate, il parere della Sovrintendente dei beni paesaggistici e culturali di Pisa Fiorella Ramacogi che andrebbe a surrogare un "difetto" del dispositivo del Consiglio di Stato. La Sovrintendenza in sostanza afferma: quelle capanne sono come dei monumenti, sono solo legno, giunchi e fogliame e fanno ormai parte del paesaggio e come tale non vanno abbattuti. Esultano i proprietari, ma scoppia la bufera politica. E il sindaco prende tempo, con in tasca un parere che per il momento garantisce la sopravvivenza dei famigerati "ombreggiamenti" della costa dei vip.