II nuovo museo distaccato inaugurerà il quattro dicembre a Lens: pareti di vetro per sentirsi in un parco All'apertura mancano poco più di tre mesi, e già si annuncia come un successo senza precedenti. A Lens, cittadina di poco più di 30.000 anime del Nord-Pas-de-Calais, nella regione che e stata per un secolo e mezzo la regione carbonifera più importante di Francia, il 4 dicembre, giorno di Santa Barbara patrona dei minatori si inaugurerà il museo del Louvre-Lens, satellite della celeberrima istituzione parigina e destinato a diventare, a detta dei promotori, il "museo del XXI secolo", e già nei prossimi giorni verranno sistemate negli spazi espositivi le prime opere selezionate dai conservatori dal Louvre. Progettata dallo studio giapponese di architettura Sanaa con l'apporto della paesaggista francese Catherine Mosbach, nell'intento di "unire il dentro e il fuori, ovvero il parco", la costruzione, tutta in alluminio e vetro, esterni compresi, vanta una superficie di 22.000 metri quadrati - di cui 5.000 per l'esposizione permanente mentre gli spazi restanti ospiteranno retrospettive temporanee a rotazione - e la circondano 24 ettari di parco. Si accederà alla struttura in materiale trasparente da un immenso padiglione in vetro, con una "chicca" non indifferente: la costruzione in vetro anche delle pareti dei depositi dei magazzini, affinché i visitatori possano osservare gli esperti al lavoro sui capolavori e i depositi dei cimeli artistici. Per scoprire fin da ora il museo, innovativo e inedito quanto sperimentale, va visitata, gratuitamente, la Maison du Projet che presenta l'iniziativa in tutti i suoi aspetti, attraverso filmati, laboratori e appuntamenti culturali. Punto di forza del museo è la Galene du Temps, di 120 metri di lunghezza e una superficie di 2000 metri quadrati, che ospiterà duecento e più opere prestate dagli otto dipartimenti del Louvre, per periodi di tempo che vanno dai 18 mesi ai cinque anni: i visitatori potranno ammirare oggetti che talvolta, per mancanza di spazio, risultavano al inaccessibili nel museo-madre, e scopriranno annualmente un percorso sempre nuovo, in maniera trasversale e cronologica, con tecniche o civiltà diverse che «dialogano» fra esse. E così i capolavori della Grecia classica affiancheranno quelli dell'Impero persiano o dell'Egitto dei Faraoni, a conferma del fatto che il progetto intende rendere possibile una nuova comprensione della storia dell'arte e dell'umanità. Fra le circa duecento opere che lasceranno Parigi alla volta del "Louvre del Nord", il San Sebastiano del Perugino, il Baldassar Castiglione di Raffaello, la Madonna con bambino di Botticelli, la Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix. La selezione è risultata laboriosa, spiega il presidente del Louvre Henri Loyrette: "dovendo tener conto della pertinenza negli accostamenti degli oggetti". Resteranno a casa, per ora, opere simbolo del museo parigino quali la Venere di Mio e 1I Gioconda, perché troppo fragili per viaggiare. Concepita secondo l'idea di un museo-parco, con spazi per l'animazione e laboratori per i bambini e un auditorium di 350 posti, dovrebbe accogliere mezzo milione di visitatori l'anno; il finanziamento di 150 milioni di euro per la sua realizzazione proviene in gran parte dall'amministrazione regionale del Pas-de-Calais - che provvederà anche al funzionamento annuale della struttura, per circa 15 milioni annui con 150 posti di lavoro stabili - e dal Fondo di sviluppo regionale dell'Unione europea, nonché da sponsorizzazioni da parte di privati. La collaborazione fra il museo parigino e la regione si iscrive in una logica di decentramento delle grandi istituzioni culturali parigine, avviato nel 2003, e costituirà un volano non indifferente per lo sviluppo economico e sociale di Lens e della sua regione, sull'esempio della Tate Gallery di Liverpool e del Guggenheim Museum di Bilbao. La città si trova in una posizione geografica ideale: fra Lille e Arras, entrambi capitali regionali, e a poco più di un'ora di Tgv da Parigi e Bruxelles, e la si raggiunge in breve tempo anche da Olanda, Germania e Gran Bretagna. Ma la scelta di edificare lo spazio espositivo a Lens - su un grande sito minerario chiuso nel 1960 - ha, più di qualsiasi considerazione di tipo logistico, un significato altamente simbolico: intende esprimere il riconoscimento della Nazione per questo luogo che ha fortemente risentito prima degli effetti della Grande guerra - quando gli abitanti, prima di fuggire dalle granate tedesche distrussero tutti i pozzi - poi della dismissione delle miniere, sul finire degli anni '80, lasciando l'ex »cuore nero» della Francia in precarissime condizioni economiche, con un tasso di disoccupazione del 15, e Lens alla nona posizione nella graduatoria delle città più povere di Francia.