Gela. Dopo la tempesta il sereno, seppur apparente. Ieri mattina è iniziata la conta dei danni, dei giardini distrutti, nei due vivai, delle abitazioni raggiunte dai lapilli incandescenti che hanno distrutto infissi e tendoni di copertura. Senza poi considerare le vetrate a balcone di un moderno edificio di via Europa dove il calore ha distrutto quasi tutto. Una conta dei danni affidata agli uffici di protezione civile comunale che da ieri mattina sono a lavoro per fotografare il dramma all'indomani della scampata tragedia. Tutti a lavoro, nessuno escluso nonostante sia una giornata di colore "rosso" sul calendario. In città il fuoco l'hanno visto a pochi passi dalle proprie abitazioni i residenti di via Europa e via Carderano che sono dovuti scappare per l'acre odore di bruciato. Vano anche il tentativo di indossare delle mascherine, troppo il fumo denso e nero che ha invaso gli appartamenti. Ieri mattina dove fino a qualche ora prima c'era il continuo via vai di ambulanze della Procivis e dell'Emergenzy Oncology, delle camionette dei vigili del fuoco giunti da diverse parti della provincia, non c'era quasi nulla. Tutti chiusi a casa a ripulire dalla fuliggine che si è infiltrata ovunque. Niente manicotto aperto nei pressi delle Mura Timoleontee dove fino a qualche anno addietro i pompieri rifornivano le proprie autobotti onde evitare di perdere tempo. La grande vasca di raccolta delle acque dell'entroterra posizionata nei pressi del lungomare Federico II di Svevia è danneggiata. I tubi di collegamento connessi infatti fanno acqua da tutte le parti. «Una volta ho provato a pulire il costone - ha detto Rocco Agati - e mi sono beccato una denuncia dalla Soprintendenza. Qualche settimana fa ho ripulito tutta l'area di mia pertinenza, ma non ho fatto i calcoli con le canne che erano là sotto. Non so quanti danni ho avuto, so solo che ora sarà dura ricominciare». Tra i residenti è tornata un po' di calma anche se nel primo pomeriggio di ieri diversi focolai lungo il costone, in particolare nei pressi del sito archeologico della Mura Timoleontee sono state domate dai vigili del fuoco impegnati ieri mattina in un monitoraggio costante del costone onde evitare che i piccoli focolai durante la notte e la giornata di ieri potessero nuovamente iniziare ad alimentare il fuoco e distruggere il rimanente canneto, sempre più vicino alle abitazioni che si affacciano nel costone prospiciente il porto Rifugio. L. M. 20082012