Da una prima analisi di Peppino Corsico si tratta di una necropoli L'ipotesi, suffragata da alcuni primi studi, è del presidente della Pro Loco, Peppino Corsico, appassionato di storia e cultura. Secondo lo storico, quello quasi nascosto dalla vegetazione selvaggia di una zona agricola di Avola è un vasto complesso sepolcrale. Motivo per cui lancia un accorato appello alla Soprintendenza ai beni culturali. «Che si proceda all'esproprio - dice Corsico - e alla recinzione dell'area». Una passeggiata in campagna quella che, mesi fa, ha consentito a Peppino Corsico, attento osservatore, di accorgersi della presenza di quelli che egli definisce «senza alcun dubbio, i resti di importanti epoca paleocristiana». «Da quel momento non ho fatto altro che passarci di continuo - racconta -. Per essere quanto più certo possibile che si trattasse proprio di un'antica necropoli». Il presidente della Pro Loco sa, però, che solo la Soprintendenza può intervenire e valorizzare un'area di inestimabile valore storico. «I resti della necropoli possono essere individuati, infatti - prosegue Corsico - solo con gli scavi. Soltanto questi potrebbero, poi, restituire molte iscrizioni funerarie». Peppino Corsico ha già le idee chiare su cosa andrebbe fatto. «E' necessario innanzitutto espropriare il fondo», dichiara. Soltanto dopo questa fase si potrà poi recintare l'intera area «ed evitare, quantomeno, che chiunque possa accedervi. Magari - aggiunge - rischiando di arrecare danno al complesso sepolcrale». Urgerebbero, infine, degli scavi. «Archeologi, architetti, antropologi, fotografi e operai professionisti sarebbero infatti gli unici - spiega - capaci di accertare le origini di simili resti. E di dar quindi il giusto valore ad un'area ricca di storia». Peppino Corsico è un fermo sostenitore del fatto che Avola offre parecchio dal punto di vista archeologico. «Come dimostrano la presenza nel territorio - afferma - del Dolmen Ciancio, dei resti della Villa Romana e dei reperti di Avola antica». La scoperta di una vera e propria necropoli paleocristiana avvalorerebbe, secondo Corsico, l'ipotesi che Avola sia la vecchia Hybla Major. «Non dimentichiamo che secondo il parere di molti studiosi l'origine della città dell'Esagono si fa risalire alla Hybla Major, sita in prossimità della costa sud orientale della Sicilia. E - prosegue Corsico - il rinvenimento dei resti della necropoli potrebbero confermare questa teoria». Peppino Corsico conclude infine dicendo: «Questo vasto complesso sepolcrale potrebbe scrivere una nuova pagina della storia di Avola, che di certo sarebbe a vantaggio del turismo locale». 19082012