Siti archeologici in abbandono e regolamento edilizio disatteso. Il direttivo dell'associazione «C'ho un'idea» scende in campo per segnalare non soltanto l'assenza di decoro urbano, ma anche, e soprattutto, lo stato di abbandono in cui versa il sito archeologico di Avola Antica. «Il Comune, i responsabili dei Parchi archeologici, non riescono a trovare nemmeno i soldi per le pulizie ordinarie delle nostre belle aree archeologiche. Tra l'altro sembra assurdo che certi siti archeologici siano "puliti" con fuochi controllati, come è successo a Eloro. Non ci sembra che sia legale. A chi vengono affidate queste pulizie ordinarie? Mistero. Nessuno ha responsabilità, tanto alla fine il mondo ormai è retto dai volontari che lo fanno gratis», ha commentato Marco Urso, presidente dell'associazione. «Il 25 agosto - ha fatto sapere - ci uniremo ai volontari di un'altra associazione per pulire il sito di Avola Antica. Ci chiediamo, però, fino a quando non verranno fatte e rispettate le pulizie ordinarie. Fino a quando potremo far finta che non ci siano responsabilità; perché è di responsabilità che si deve parlare, soprattutto se scoppia un devastante incendio. Non vorremmo che diventasse un alibi il pensare al fatto che tanto ci sono i volontari che lo fanno gratis». Sotto la lente di ingrandimento dell'associazione, anche una parete del settecentesco palazzo Guttadauro, di via Linneo. «Da un'attenta lettura del regolamento edilizio e da sopralluoghi condotti in varie giornate, mi sono reso conto di quanto poco sia rispettato il regolamento in questione, non soltanto nelle periferie della città, ma in pieno centro storico. Ne è un esempio il palazzo Guttadauro», ha commentato Vincenzo Dugo, componente del direttivo di C'ho un'idea. «Da una mia attenta visita, risulta che non si ottemperi a ben tre articoli del Regolamento edilizio, che riguardano aspetti e manutenzione, aggetti e sporgenze e arredo urbano. Eppure il Palazzo Guttadauro dovrebbe essere una di quelle tante opere architettoniche della città che andrebbero scrupolosamente difese e minuziosamente curate, nella visione di una rivalutazione di Avola che passa anche attraverso una città resa più curata, più bella da vedere, più vivibile, dalla sensibilità dei cittadini e delle istituzioni». Dugo chiede pertanto di intervenire sulla parete definita «multicolor e multiaccessoriata» del palazzo storico e di far rispettare il regolamento edilizio in tutta la città. Cenzina Salemi 19082012