Il caso Nel paese, fra cinque stelle e Bb, si paga da uno a 4,50 euro al giorno LA TASSA di soggiorno rimpingua le casse del Comune di Ravello. «Entro fine anno andremo al pareggio di bilancio grazie alla micro tassa versata dai turisti ». L'assessore al bilancio della città del Festival, Nicola Fiore, non nasconde la soddisfazione ed è fiducioso sul conseguimento dell'obiettivo: «da aprile a fine luglio abbiamo incassato 70mila euro ed entro fine ottobre calcoliamo di raggiungere i 180 mila euro stimati lo scorso anno». Per un piccolo comune sono un vero tesoretto rispetto ai tagli della crisi. Ma Ravello, si sa, è terra baciata dal turismo più ricco. E così la contestatissima tassa di soggiorno, reinserita dopo vent'anni nell'autunno del 2011 e andata a regime ad aprile di quest'anno, pare che stia dando i suoi frutti. Senza registrare contestazioni che invece altrove si sono verificate, anche sulla Costa amalfitana. L'incasso sarà investito, come prescrive la legge, in spese a finalità turistica: migliorie strutturali, promozione, servizi. Gli albergatori, dopo l'iniziale scetticismo, sono soddisfatti. Lo conferma anche il sindaco della cittadina costiera, Paolo Vuilleumier, con delega al turismo e albergatore lui stesso: «Investiremo l'intero gettito in azioni strategiche per la promozione di Ravello in Italia e soprattutto all'estero, investiremo sull'auditorium di Oscar Niemeyer e sui monumenti minori. E non trascureremo la programmazione di eventi culturali nella bassa stagione, da ottobre a marzo». Il turista che arriva a Ravello paga oggi una tassa giornaliera di soggiorno che è scalare e proporzionale alle tasche del visitatore: si oscilla da un euro per gli affittacamere ai 4,50 euro per gli hotel cinque stelle lusso. «La permanenza media si è accorciata, ma il turismo di lusso e soprattutto estero non sembra soffrire crisi», aggiunge il sindaco. «La piccola tassa di soggiorno non spaventa i nostri clienti abituali che sono da sempre per lo più inglesi e americani. La flessione che registriamo arriva dal turismo italiano, circa il 5,6 in meno rispetto al 2011».