Il complesso monumentale del convento di San Domenico, tra i monumenti simbolo della città megarese, sconosciuto alle nuove generazioni di augustani, rischia di rimanere chiuso per molto tempo ancora. Eseguiti solo parzialmente gli interventi di consolidamento e ristrutturazione della struttura, i lavori per mancanza di nuovi fondi sono fermi ormai da diversi anni, dal 2009. Nel gennaio 2006 dopo un lungo iter fu affidato l'incarico alla ditta risultata vincitrice della gara d'appalto per avviare così l'opera. Un progetto, esitato dall'amministrazione guidata dal sindaco Massimo Carrubba, che prevedeva una spesa complessiva di oltre 2 milioni e mezzo di euro, interamente finanziati con i fondi della legge 433 del 1991, per la ricostruzione e la rinascita delle zone colpite da eventi sismici. I lavori previsti dovevano valorizzare l'originario portico del XVI secolo e le strutture, precedenti al catastrofico terremoto del 1693, messe in luce durante gli ultimi interventi di manutenzione straordinaria del monumento. Gli interventi di recupero e conservazione dovevano restituire alla città l'ex convento che, secondo le intenzioni degli amministratori, doveva diventare un centro museale, con sale congressi e spazi espositivi. Nel progetto era previsto anche il ripristino del chiostro e del giardino, inoltre, era programmata la sostituzione di solai e pavimentazioni e la consolidazione delle volte sottostanti il tetto con la realizzazione di strutture portanti in legno. Invece pare che sia stata data priorità allo scavo del cortile che, secondo gli esperti, pare abbia riportato alla luce l'antico e originario impianto del 1200. Così i lavori di messa in sicurezza e consolidamento previsti dal progetto si sono trasformati in una campagna di scavi che pare abbia inciso in maniera significativa dal punto di vista economico, esaurendo ben presto i fondi a disposizione. I lavori sono stati definitivamente sospesi nell'ottobre del 2009. I fondi a disposizione sono terminati con la prospettiva di non poterne presto avere altri. Da allora l'ex convento è tornato nell'oblio, diventando ricettacolo di rifiuti, ratti e rifugio per cani randagi, meta di vandali e saccheggiatori. L'ultimo intervento dei Carabinieri risale al febbraio del 2010, quando a seguito di una segnalazione, furono ritrovati attrezzi atti allo scasso che ignoti avevano lasciato alla base del muro di confine, forse in previsione di una "visita" più approfondita. All'interno del complesso monumentale i militari dell'arma constatarono il degrado e lo stato di abbadono del cantiere. Il comando della Compagnia di Augusta, grazie alla sensibilità del Capitano Giuseppe Musto, segnalarono il tentativo di furto alla Sovrintendenza. Non risultano però siano state sinora messe in atto, azioni di prevenzione per impedire o scoraggiare le intrusioni. Il complesso monumentale è sempre abbandonato e alla mercè dei vandali e dei malintenzionati, in attesa che chi di dovere intervenga e che soprattutto siano reperiti i fondi necessari per ultimare i lavori e restituire alla città il monumento. J. S. 17082012
SICILIA - Scandalo al San Domenico per il suo restauro senza fine
Il complesso monumentale del convento di San Domenico a Megara rischia di rimanere chiuso per molto tempo. Eseguiti solo parzialmente gli interventi di consolidamento e ristrutturazione della struttura, i lavori sono fermi da diversi anni. Il progetto previde una spesa di oltre 2 milioni e mezzo di euro per la ricostruzione e la rinascita delle zone colpite da eventi sismici. I lavori dovevano valorizzare l'originario portico del XVI secolo e le strutture messe in luce durante gli ultimi interventi di manutenzione straordinaria. Tuttavia, i fondi sono stati esauriti e i lavori sono stati sospesi nel 2009.
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