Studia 50 mila anni d'ambiente ed evoluzione del clima UN LABORATORIO che proietta la Campania alla ribalta del panorama scientifico internazionale. Con strumenti che in Italia nessun centro di ricerca ancora possiede. Strumenti che permetteranno di conoscere l'età esatta di reperti archeologici altrimenti difficilmente collocabili con precisione nel tempo, che consentiranno di datare la flora mediterranea, e persino di seguire l'evoluzione climatica che ne ha determinato trasformazioni ed evoluzione. Un nome lungo e assai poco spendibile giornalisticamente - Centro di ricerche isotopiche per i beni ambientali e culturali - brillantemente abbreviato in Circe. La maga dell'Ulisse braccato dagli dei, capace di negare agli uomini la volontà e la libertà, salvo restituirla, come all'eroe omerico, arricchita di conoscenze indispensabili per gestire il futuro. Ebbene, Circe sta per dotare il territorio casertano, e l'intera I realtà scientifica e produttiva regionale, di un laboratorio che permetterà di seguire, ad esempio, le evoluzioni dei cambiamenti climatici globali. Fiore all'occhiello del Centro - che verrà inaugurato a Caserta, in viale Carlo III, venerdì mattina - è uno strumento che si chiama "acceleratore elettrostatico tandem", un gioiello della tecnologia che consente di effettuare datazioni di reperti archeologici con il metodo del "Carbonio 14", lo stesso, per intenderci, usato nello studio della Sacra Sindone. Solo che quando la Chiesa ha predisposto gli esami per datare quel lenzuolo, in Italia di apparecchiature in grado di farlo non ce n'erano, e la Sindone è stata portata all'estero. Da venerdì non ce ne sarà più bisogno. Grazie al Centro regionale di competenza Innova - che vede insieme Cnr, Seconda università di Napoli, aziende pubbliche e private - il laboratorio potrà rispondere alle numerose richieste che vengono dal nostro territorio. «Gli archeologi fanno grande uso di queste indagini, ma mandano i reperti da studiare a Zurigo, in Olanda, in America. Con un costo medio, per ogni analisi, di 500 dollari» spiega il professore Antonio D'Onofrio, ordinario di Fisica sperimentale e direttore del Dipartimento di Scienze ambientali del Secondo ateneo, che partecipa attivamente all'iniziativa. «Attrezzare quel centro - aggiunge - ci è costato 2 milioni di euro. Ma ora scavi archeologici, aziende che lavorano nei Beni culturali, scienziati che si occupano di ambiente, avranno a disposizione una risorsa importante». Quella che permette di dare un'età certa (con un'approssimazione di appena20 anni) al villaggio preistorico di Nola o ai papiri ercolanensi. Come il De Natura di Epicuro, studiato anche grazie alla tecnica del "Carbonio 14". Una chiave -l'acceleratore elettrostatico tandem - per entrare nel futuro studiando il passato. Anche nelle applicazioni ambientali: «Ad esempio studiando le diverse emissioni, in atmosfera, tra combustibili fossili e combustibili organici, o esaminando campioni di aria e di acqua, prelevati in luoghi lontani tra loro, per seguire le evoluzioni del clima legate anche ai gas serra». Persino i pini mediterranei, i nostri castagni, le piante di un ambiente unico al mondo, potranno avere una data certa, incrociando i dati relativi agli andamenti degli anelli dei tronchi con quelli relativi alla presenza di"carbonio 14". Sono trenta,in tutto il mondo, i laboratori in grado di effettuare questo tipo di analisi, e Circe è tra questi. «La sfida per il futuro sarà non solo l'uso di queste apparecchiature, ma il trasferimento di conoscenze tecnologiche ad altre aziende del territorio, quelle, ad esempio, che potranno preoccuparsi di preparare i campioni». Scienza e opportunità lavorative, insomma. E non solo per i fisici, i chimici, i tecnici che faranno funzionare l'acceleratore, ma anche per i laureati in discipline legate ai Beni culturali, esperti ai quali è ormai chiesta anche una preparazione tecnica adeguata ai progressi scientifici che possono trovare applicazioni nei loro lavori.