fabio granata, leader di fli «Più che a nuove lottizzazioni, si pensi a fare quanto promesso in campagna elettorale». Così Fabio Granata, leader di Fli, interviene sulla questione delle lottizzazioni a Eloro. «Quando abbiamo iniziato il percorso di Progetto Noto, che ha portato all'elezione di Corrado Bonfanti, abbiamo inserito ai primi punti del programma la tutela del patrimonio paesaggistico netino - dice Granata - e chiediamo al sindaco di bloccare ogni variante urbanistica in zona Eloro, dove invece servono riqualificazione urbanistica e servizi e certo non un centinaio di nuove villette a schiera». Ciò anche alla luce del Piano paesaggistico e dell'esigenza di avviare opere di riqualificazione in una prospettiva urbanistica legata al recupero funzionale dell'esistente. A tale proposito, Granata auspica la redazione di un «piano colore». Gli fa eco il vicesindaco Costanza Messina: «la nostra posizione è sempre stata chiara - dice -. Mi rendo conto che oggi in maggioranza mancano alcune delle forze che hanno contribuito a costruire quel programma su cui i cittadini ci hanno dato fiducia ma non per questo possono cambiare obiettivi e priorità». Il vicesindaco evidenzia come, oltre il dato autorizzativo, la lottizzazione dell'Eloro sia ipotesi contraria alla visione politica di sviluppo del territorio di Fli. «Ciò - dice -, perché crediamo nel principio inverso: di bloccare cioè il consumo del territorio orientando le imprese ad investire sul già costruito; sia perché lavoriamo per la collettività e non per i singoli e se si vuol parlare di Eloro, chiaramente di servizi e non di villette, bisogna prima parlare delle necessità e problematiche legate all'intera zona costiera, in particolare Calabernardo, Noto Marina, S. Lorenzo e la zona di Marzamemi collegata al Comune di Noto». Nell'ambito di un progetto di riqualificazione generale fondato sulle esigenze dei cittadini e della tutela del territorio che, a detta di Fli, vanno affrontate le singole questioni. «E inoltre perché crediamo che le priorità su cui intervenire siamo molte e ben altre su cui invece non vediamo analoga attenzione; e infine perché piuttosto che pensare alle varianti è tempo di pensare al Piano regolatore, su cui tante riunioni abbiamo fatto ad oggi senza risultati chiari per la città». isabella di bartolo 17082012