E' passato quasi un decennio dall'eruzione che distrusse quasi completamente la stazione sciistica. Oggi i turisti trovano una località con un potenziale altissimo ma non sfruttato. Uno degli ostacoli maggiori resta il divieto, stabilito da una ordinanza prefettizia, di accedere alle quote sommitali a cui molti operatori attribuiscono il calo di presenze. Alcuni si stanno battendo per una revoca annunciando l'avvio di azioni giudiziarie Settembre 2002, settembre 2012. Dieci anni quasi dall'eruzione che distrusse Piano Provenzana. Di quello che c'era è rimasto poco. Tutto è andato azzerato. La stessa morfologia del territorio è mutata. Per la sua ricostruzione ci sono voluti anni. Quanto a carico della pubblica amministrazione sembra a buon punto. A mesi dovrebbe infatti essere aperto il centro polifunzionale all'ingresso della stazione turistica. Per il prossimo inverno - così come ci è stato dichiarato dalla Star, la società che gestisce gli impianti scioviari - anche il "Coccinelle" sarà completando, così ultimando la ricostruzione di tutti gli impianti previsti nel piano di ricostruzione. E per il periodo estivo? Il ferragosto è ormai alle spalle ed è tempo di rendiconti. Una novità, intanto, viene registrata: la seggiovia "Pouchouz" gira anche d'estate, portando i turisti da quota 1800 a quota 1990. Nella previsione della società Star vi è l'avvio di una nuova escursione ai crateri del 2002, la possibilità cioè per i turisti che giungono a quota 1990 di essere portati sui crateri del 2002 con appositi automezzi messi a disposizione della Star. Si attende il nulla osta del Parco dell'Etna. Fra gli operatori del settore qualcuno è più scettico, qualche altro la pensa in maniera positiva. «E' indubbio che continuiamo a registrare un calo di presenza. Spesso i turisti mi dicono che qui è tutto stupendo, però nonostante questo non riusciamo a decollare» afferma Ignazio Russo, pioniere degli operatori sul versante. Più pessimista Dario Lo Scavo: «Potremo anche prendere una pietra e raccontare la sua storia, ma invece non c'è niente. Dieci anni per la ricostruzione non si possono accettare». E ad incalzare è la guida Biagio Ragonese: «Il calo di presenze a partire dal 2007 va certamente individuato nel fatto che non possiamo più vendere ai turisti la visita alle quote sommitali; l'ordinanza prefettizia che ci blocca ai 2800 metri, con la sola possibilità di arrivare a 2990 per vedere i tramonti e in presenza delle guide è chiaramente un limite». «E' necessaria la liberalizzazione delle quote. Il Collegio Regionale delle Guide alpine - continua ancora Ragonese - con l'ausilio anche del giurista prof. Valerio Onida, ha formulato un'istanza alla Prefettura con la quale ha richiesto la revoca dell'ordinanza ma, purtroppo, non è stata accolta. E' probabile che ricorreremo all'autorità giudiziaria per cercare di far modificare il provvedimento». Il discorso si fa diverso se ci avviciniamo alla zona della partenza della seggiovia ed intervistiamo gli operatori che operano lì vicino. «Davvero ottima l'idea dell'apertura della seggiovia in estate - afferma Carmelo Ferrara, titolare di un bar - in quanto offre un'alternativa ai turisti. Questi sono soddisfatti in quanto ammirano un paesaggio suggestivo. Lungo il percorso i turisti sono guidati da accompagnatori che spiegano le caratteristiche della fauna e del paesaggio». «Siamo contenti di dare un servizio in più alla gente - incalza Francesca Stagnitta - Il turista ha la possibilità di scegliere e ciò ha pure determinato un aumento di presenze. Dobbiamo fare però altri passi». Sul versante di Monte Conca si incontra Paola Magaudo, titolare di un locale. «Abbiamo rifatto con grandi sacrifici il ristorante e speravamo in maggiori presenze ma purtroppo non è così. Noi operatori dobbiamo trovare una strategia comune che possa aiutarci tutti». Sembra davvero, quella della Magaudo, una posizione di intermediazione. Da parte dell'amministratore della Star, dott. Gioacchino Russo, idee chiare: «L'apertura della seggiovia in estate è una grossa novità, un nostro impegno assolto. Vogliamo completarla con le escursioni ai crateri del 2002, con tariffe davvero appetibili, in quanto più economiche. Attendiamo solo il nulla osta del Parco dell'Etna». «Credo favorevolmente a un turismo destagionalizzato a Piano Provenzana - afferma infine il sindaco Rosa Maria Vecchio - in quanto le grandi risorse del territorio non possono trovare i limiti della sola stagione invernale». Egidio Incorpora 17082012
SICILIA - Piano Provenzana: ricostruzione fra speranze, attese e delusioni
La stazione sciistica di Piano Provenzana, distrutta dall'eruzione del 2002, è ancora in ricostruzione. I turisti possono raggiungere quota 1990 con la seggiovia "Pouchouz" in estate. La società Star sta completando la ricostruzione degli impianti e si attende il nulla osta del Parco dell'Etna. Tuttavia, il divieto di accedere alle quote sommitali (2800-2990) stabilito da un'ordinanza prefettizia blocca il turismo. Gli operatori del settore chiedono la revoca dell'ordinanza e la liberalizzazione delle quote. Alcuni si stanno battendo per una revoca annunciando l'avvio di azioni giudiziarie.
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