La Società Geologica Italiana fu creata nel 1863 da Quintino Sella. Troppo vecchia ormai per interessare una cultura scientifica, ed esattamente quella delle scienze geologiche, particolarmente cruciale per lo Stivale, esposto, secondo un altro Grande Vecchio del Risorgimento (e dopo), Giustino Fortunato, a diventare, perlomeno nelle sue zone estreme, come la Calabria, «uno sfasciume pendulo sul mare»? Opportunamente "Italia Nostra", ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, perché sia evitato il cambio di destinazione d'uso dell museo Geologico di Largo S.Susanna: voluto da un suo illustre predecessore, Quintino Sella, Ministro delle Finanze di un' Italia appena nata, dal 1862 al 1876, per ospitare l'Ufficio Geologico e il relativo Museo, con la sua Biblioteca e le preziose collezioni di fossili e di marmi rari italiani, che si andavano costituendo in quegli anni. «La scienza per noi a Roma - proclamò lo statista, quando Roma diventò finalmente la Capitale d'Italia è un dovere supremo. Fuori i lumi! Fari elettrici, anzi, devono essere, perché abbiamo a che fare con gente che si chiude gli occhi e si tappa le orecchie! » E ieri mattina mi telefona cortesemente il Professor Piero Casero, membro del Consiglio Direttivo della Società Geologica Italiana, ed incaricato dal suo Presidente, Professor Uberto Crescenti, di seguire questa vicenda, e mi racconta in quale situazione di disagio si trovi la storica Società. «Siamo ospiti-dice - del Dipartimento di Scienze della Terra a "La Sapienza". Questo significa che il nostro inestimabile patrimonio librario è stato in parte assorbito dalla biblioteca del Dipartimento, e per il resto sta a marcire nelle casse di Monterotondo Scalo...» Una terza location, dunque, si aggiunge alle altre due - capannoni della Protezione Civile di Castelnuovo di Porto e magazzini di Lungotevere dei Papareschi - in cui giacciono collezioni e biblioteca del Geologico «Siamo collegati continua il Professore - a tutti i settori scientifici internazionali che operano nel nostro campo, per ricevere le pubblicazioni che via via si producono negli altri Paesi. Ma dove le potremmo mettere?» Ed ancora: «In quanto a noi, la libertà operativa è estremamente ristretta, i nostri soci e ricercatori sono ovviamente tenuti in seconda fila, rispetto alla disponibilità dei laboratori in dotazione a Scienze della Terra...» «Il Museo Geologico-conclude-sarebbe la nostra sede naturale. Dove sarebbe possibile far funzionare un Centro operativo per i ricercatori, finalmente a casa loro... Lei sa che la geologia ha forse tante branche di specializzazioni quante ne ha la medicina, ma dove e come possono svilupparsi, in una situazione del genere?» Il Ministero dell'Ambiente, come ho ricordato lo scorso 5 febbraio sull'Unità Roma, aveva chiesto al Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali «l'assegnazione dell'immobile demaniale di Largo Susanna 13» per destinarlo «alla realizzazione della Biblioteca Nazionale Ambientale e delle scienze della Terra». Il Ministro Giuliano Urbani aveva risposto con una lettera del 29 ottobre 2004, in cui si esprimeva «parere pienamente favorevole all'accoglimento della richiesta...tenuto conto che la destinazione d'uso prevista è compatibile con il carattere storico e artistico dell'immobile.» Già, ma qual è oggi la destinazione d'uso dell'edificio di Raffaele Canevari? Secondo la Soprintendenza Archeologica, che l'ha appena ribadito con una lettera al Campidoglio, la destinazione d'uso del Geologico( o ex-Geologico, come preferisce definirlo l'Assessore al patrimonio Claudio Minelli) non si può cambiare almeno per quel che riguarda il pianoterra dell'immobile, in cui nel novembre del 2002 sono stati scoperti, e poi abbandonati a cantiere bloccato, i circa otto metri di mura serviane emerse durante i lavori che prevedevano la costruzione di un parcheggio. E poiché, nonostante gli scavi siano stati interrotti nel luglio 2003, si è accertato che la più antica cinta muraria di Roma, quella appunto di Servio Tullio, si eleva fino al secondo piano dell'edificio di Largo Santa Susanna, questa parte di esso non potrà avere nessun'altra utilizzazione se non quella, a scavi ultimati, di fornire a studiosi, cittadini e turisti, un'altra zona archeologica preziosa da visitare ed esplorare nella città di Roma. Se poi anche la Soprintendenza ai Beni Monumentali, alla cui testa è stato appena nominato l'architetto Galletti, farà valere il vincolo da essa apposto all'intero edificio fin dal 1991, il problema del Geologico potrà dirsi risolto. Nel senso che un bene archeologico e monumentale, nonché museale(se ritorneranno a casa anche le collezioni disperse in più luoghi, e la Biblioteca storica), potrà felicemente attrezzarsi di caffetteria e bookshop com'è nel sogno dell'Assessore Claudio Minelli.