antonina naro, giuseppe sardo e floriana giarratano La riapertura del parco di Sabucina è stata preceduta da un massiccio intervento di pulizia dei locali, dei vialetti interni e degli spazi archeologici. E' un intervento che si è reso necessario dopo due anni di abbandono, durante il quale il parco è stato chiuso ed è rimasto abbandonato. Era successo che le erbacce avevano praticamente ricoperto ogni spazio all'aperto, per cui è stato necessario estirparle. Alla estirpazione delle erbacce è seguita un'accurata pulizia che consente una fruizione pressappoco ottimale del luogo. Ad accogliere il visitatore c'è il fabbricato con i locali per gli uffici e per la biglietteria ora chiusa. All'interno del fabbricato avrebbe dovuto essere realizzato l'antiquarium. C'è un grande salone vuoto, ma senza antiquarium. C'è accanto un altro salone per riunioni e proiezioni, ma è anch'esso vuoto. Proseguendo per i vialetti del percorso ci si imbatte prima in un grande magazzino e poi in una costruzione destinata a punto di ristoro. "Ci sono anche le cucine che però - dice il funzionario direttivo Giuseppe Sardo - non hanno mai funzionato". Il punto di ristoro dovrebbe accogliere i visitatori che si fermano per bere una bibita e fare uno spuntino, e anche per riposarsi. Ma i visitatori sono stati sinora così pochi (molto pochi) che non è stato ritenuto opportuno aprirlo. Quasi di fronte a quello che dovrebbe essere il punto di ristoro c'è un grande quadro con la raffigurazione del sito e la indicazione delle aree archeologiche di maggiore interesse. Un successivo vialetto ci porta alla zona archeologica con l'insediamento capannicolo, l'insediamento indigeno, e poi i resti della civiltà dal VI al IV secolo avanti Cristo. Ci imbattiamo anche nelle antiche mura. Tutto di grande interesse e di molta curiosità. Il percorso ci porta nel punto più alto di Sabucina da dove si ammira uno spettacolo meraviglioso. A destra c'è la valle del Salso e si scorge di fronte anche l'altro sito archeologico di Gibil Gabib; a sinistra la vallata con le vecchie miniere di zolfo in disuso. Lo sguardo spazia ed è effettivamente una goduria. Vediamo anche il posto dove qualche anno addietro si pensava di realizzare un teatro all'aperto, ma poi non se n'è fatto niente. Vediamo pure le zone dove dovrebbero essere effettuati altri scavi. Sono facilmente individuabili perché si vedono gli "assaggi" già fatti, ma i lavori non sono stati proseguiti e aspettano di essere ripresi. Il nostro accompagnatore Giuseppe Sardo ci mostra le molte tombe che sono state scoperte e ci parla anche del contenuto che è stato rinvenuto e che risale ai secoli avanti Cristo. Ci rendiamo conto che effettivamente il parco di Sabucina è uno dei centri turistico-archeologici più importanti della Sicilia centro-meridionale. Le potenziali perché il sito possa attrarre turisti che vanno oltre il centinaio all'anno ci sono tutte. "Saranno attivate manifestazioni per rilanciare il sito", ha detto il dirigente Giorgio Giordano ed è augurabile che avvenga.. Intanto nella prossima primavera saranno organizzate visite delle scolaresche. L. S. 15082012
SICILIA - SABUCINA. L'antiquarium resta un salone vuoto
Il parco di Sabucina, un sito archeologico della Sicilia centro-meridionale, è stato riaperto dopo due anni di abbandono. L'intervento di pulizia dei locali, dei vialetti e degli spazi archeologici è stato necessario per ripristinare la fruizione del luogo. Il parco presenta un grande salone vuoto, un altro salone per riunioni e proiezioni, un magazzino e un punto di ristoro che non hanno funzionato. I visitatori sono stati pochi, quindi non è stato aperto il punto di ristoro. Il percorso archeologico include l'insediamento capannicolo, l'insediamento indigeno e i resti della civiltà dal VI al IV secolo a.C.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo