UN'ALTRA voce interviene sul caso politico-culturale dell'estate: il museo Madre. È quella di Fabrizio Vona, che ha un ruolo delicato, soprintendente al Polo museale di Napoli. E che deve tenerne conto. Parole misurate quindi, voglia di ricomporre piuttosto che di lacerare, ma anche qualche chiara riserva su quello che sta accadendo. E un rammarico di fondo. «Da esterno esordisce Vona amavo molto visitare il Madre. Non ci sono dubbi che il museo di largo Donnaregina fosse un museo di grande qualità, percepita in tutta Italia e non solo, anche per il valore delle sue collezioni ». Oggi, però quasi tutte ritirate. «E' vero. Fa sempre male vedere svuotarsi un museo. La cosa si sarebbe potuta condurre in maniera più dialettica». Come? «Gestendo la cosa senza fretta, permettendo ai programmi in atto di concludersi. Mi riferisco anche alle difficoltà tra la Regione e la direzione Cicelyn. Si poteva trovare una mediazione migliore e più morbida». Da soprintendente museale avrebbe optato per scelte diverse? «Non conosco a fondo i motivi specifici di questo avvicendamento, ma certamente immagino che ci saranno state delle motivazioni alla base di questo licenziamento «. Torniamo al Madre, come vede il suo futuro? «Attendiamo il nuovo direttore ». Ottobre, quindi «Sicuramente il nuovo bando internazionale di selezione pur se positivo, ha causato tempi morti di gestione troppo lunghi e dannosi per i visitatori. Magari la nuova gestione farà meglio della precedente, chissà, vedremo». C'è chi dice che il piano di gestione "Cinque cerchi" snaturi l'essenza stessa del museo, affidandosi, tra l'altro, a una fondazione privata. «Non possiamo già tirare le somme. Aspettiamo e valuteremo, poi. Non credo che il Madre si sia "snaturato" per il momento. E' in una fase di passaggio. Negativa in parte, ma conosco moltissimi musei nel mondo privi di una loro collezione permanente. Vedremo le scelte del futuro. Un museo d'arte contemporanea deve sempre evolversi, anche nell'organico. Non come avviene per quelli di arte antica». Perché? «Perché le collezioni antiche non cambiano. Non c'è bisogno di aggiornarle. Per questo al museo di Capodimonte ad esempio, non ci sono avvicendamenti frequenti. E anche perché non siamo toccati dallo spoil system ». Come quello che invece è toccato al Madre e a Cicelyn? «Non dico questo. Ogni lettore avrà una sua idea precisa sull'argomento. Io penso semplicemente che gli avvicendamenti, se basati sulla qualità e la trasparenza, sono leciti». Perché la celebre collezione "Sonnabend" esposta al Madre e destinata a Capodimonte ha poi cambiato destinazione all'ultimo momento? «Era quasi tutto pronto per un trasferimento di alcune opere nelle sale della nostra pinacoteca. Ma, all'ultimo momento, sopraggiunsero problemi burocratici e finanziari che spinsero i proprietari a optare per i musei di Venezia e Madrid».
NAPOLI - Vona: "Fa male vedere il Madre vuoto si poteva trovare una mediazione"
Il museo Madre di Napoli è stato oggetto di critiche e discussioni sulla sua gestione e sul suo futuro. Fabrizio Vona, soprintendente al Polo museale di Napoli, ha espresso le sue riserve sulla gestione attuale e ha espresso il desiderio di una mediazione migliore tra la Regione e la direzione Cicelyn. Vona ha anche espresso il suo rammarico per la mancanza di visite al museo, che è stato costretto a ritirare le sue collezioni. Ha anche sottolineato che il museo di arte contemporanea deve evolversi e che gli avvicendamenti basati sulla qualità e la trasparenza sono leciti. Vona ha anche espresso la speranza che il nuovo direttore possa fare meglio della precedente gestione.
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