Lo afferma un'equipe di archeologi basandosi su una statua del VII secolo a.C. della Pieve di San Lorenzo alle Corti CASCINA Una statua della pieve di San Lorenzo alle Corti potrebbe essere la prova che sotto alla Badia di San Savino si trova un tumulo etrusco. Si tratterebbe della figura eroizzata di un antico principe in posizione di saluto, venerato come antenato e databile al VII secolo avanti Cristo. La scoperta è stata fatta da un'equipe di archeologi che sta lavorando proprio per dimostrare la presenza della tomba sotto alla Badia ed è stata resa nota da Luca Nannipieri, saggista e direttore del Centro studi umanistici dell'Abbazia di San Savino. «La storia dell'arte pisana e toscana deve essere ancora scritta in modo compiuto e adeguato - dice Nannipieri - Le documentazioni delle scoperte e delle indagini sono rilevantissime. L'equipe composta dagli archeologi Renato Guerrucci e Lorenzo Bacci ha effettuato una decisiva scoperta durante la ricognizione del territorio attorno alla Badia, individuando una scultura riutilizzata sulla facciata della pieve di San Lorenzo alle Corti, dell'altezza conservata di circa 90 centimetri che rappresenta una figura maschile stante e nuda, originariamente alta circa due terzi del naturale con il braccio sinistro disteso lungo il fianco e quello destro piegato a novanta gradi con la mano appoggiata sull'addome. Mancano le gambe dalle ginocchia in giù mentre il viso e i genitali risultano abrasi. La scultura era probabilmente a tutto tondo dal busto in su». «Secondo gli archeologi - prosegue il direttore - si tratta probabilmente di uno dei rarissimi esempi di statua etrusca di grandi dimensioni e a tutto tondo, molto simile a due esemplari di Casale Marittimo. Oggetti di questo tipo dovevano essere collocati al culmine di aree sacre associate ai tumuli funerari delle famiglie etrusche più importanti». La presenza di questa scultura aumenta le probabilità che sotto alla Badia di San Savino ci sia un gigantesco tumulo etrusco, perché «il legame fra queste figure di antenati e i culti connessi ai tumuli funerari è frequente e in zona non si trovano tracce riconducibili ad altri tumuli principeschi», dice ancora lo studioso che aggiunge: «Se la comunità scientifica avallerà questa idea saremmo di fronte a uno dei manufatti etruschi più preziosi giunti fino a noi». Ma il lavoro degli archeologi ha anche permesso di ritrovare le tre finestre più antiche in Italia e ancora conservate, risalenti al secolo XII. E il bello è che si tratta di elementi davanti agli occhi di tutti. «Sono tre feritoie aperte sul lato meridionale del cortile - sottolinea ancora Nannipieri - Quella orientale ha la sua luce occupata da un elemento con funzione di finestra con una decorazione a traforo che crea motivi geometrici tipici del repertorio islamico medioevale, con buchi occupati a vetri. Il tutto arricchito con decorazioni graffite a compasso e ripassate a colore, Le caratteristiche dell'oggetto, perfettamente conservato, lo mostrano come probabile esempio di alto artigianato islamico, unico nel suo genere. Le altre due feritoie sono produzioni locali derivate dal suddetto prototipo islamico come imitazione per apprendimento culturale dal contatto fra due civiltà, islamica e cristiana» Queste ultime due sono composte da vetri legati da ponti di malta che formano motivi decorativi di tipo geometrico tipici del repertorio italiano medievale e presentano intatta la decorazione pittorica in rosso e nero. «Secondo gli archeologi siamo di fronte con quasi assoluta certezza alle tre più antiche finestre in Italia ancora conservate. La cosa che stupisce maggiormente è che qui assistiamo al momento esatto in cui l'Europa cristiana apprende l'uso del vetro nella realizzazione di finestre domestiche. È da queste tre semplici feritoie che inizia il cammino che porta alle finestre moderne. Questa importante scoperta mostra quanto poco sappiamo di un monumento tanto importante e quanto potrebbe risultare utile con un suo studio approfondito e un suo recupero complessivo».
PISA - Una nuova scoperta, sotto la Badia c'è un tumulo etrusco
Un'equipe di archeologi ha scoperto una statua etrusca del VII secolo a.C. nella pieve di San Lorenzo alle Corti, in Toscana. La statua rappresenta un antico principe in posizione di saluto e potrebbe essere la prova che sotto alla Badia di San Savino si trova un tumulo etrusco. La scoperta è stata resa nota da Luca Nannipieri, direttore del Centro studi umanistici dell'Abbazia di San Savino. La statua è stata individuata durante una ricognizione del territorio attorno alla Badia e rappresenta una figura maschile stante e nuda, originariamente alta circa due terzi del naturale.
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