Scoperto un affresco durante il restauro dell'abbazia di Montescudaio Appello dello storico Petragli: ci vogliono altri soldi, il finanziamento non basta MONTESCUDAIO Cercano qualcuno che possa adottarli per riportarli finalmente al loro antico splendore. Sono i quattro angeli nelle vele della cupola dell'abbazia di Santa Maria Assunta, scoperti quasi per caso durante i recenti lavori di restauro. La chiesa parrocchiale dei montescudaini, ricostruita alla metà dell'Ottocento dopo il terremoto del 1846, è stata infatti oggetto di un consolidamento strutturale dal 2004 al 2011; consolidamento per cui è stato previsto un finanziamento di circa 600mila euro. Durante i lavori seguiti da Laura Lorenzini, l'ingegnere titolare del progetto, vicino alla cupola sono state rilevate delle verniciature marroni uniformi che coprivano le vele. In paese qualcuno si ricordava di aver visto dei fregi, forse i simboli degli evangelisti, che nelle chiese si trovano spesso sotto la cupola. Sono state chiamate perciò due restauratrici che hanno monitorato lo strato sotto la vernice rilevando le figure di quattro angeli, figure affrescate nelle vele originarie. Piero Petragli, storico di Montescudaio e conoscitore dei beni culturali del suo paese, racconta l'accaduto con grande partecipazione. E' stato lui a lanciare un appello sul social network facebook per ridare gli angeli all'abbazia di Montescudaio. Perché il finanziamento che copre i lavori non basta più per l'ulteriore restauro necessario a riportare alla luce le "meraviglie" che impreziosivano l'antica abbazia eretta da Quirino Bussotti. «A oggi non sappiamo stimare una cifra per il nuovo lavoro, che in corso d'opera può riservare delle sorprese - dice Petragli - quindi pensavamo che un ente, una banca o una fondazione potesse provvedere al restauro supplementare legando il proprio nome all'abbazia». L'edificio prese il nome di Santa Maria Assunta dalla badia di monache benedettine, fondata nel 1092 dai Della Gherardesca e distrutta nel XV secolo. L'edificio fFu risistemato nel 1830 dall'abate Bussotti di Sassetta, che poi lo ricostruì dalla fondamenta tra il 1853 e il 1857, dopo che il terribile terremoto lo aveva raso completamente al suolo. Titolare del progetto di restauro è don Marco Fabbri, parroco del Duomo di Cecina: chi volesse contribuire ai nuovi lavori può contattare direttamente lui, oppure don Lorenzo Magini della parrocchia di Montescudaio o infine Laura Lorenzini (tel. 0586 682241).