MINISTRO e sovrintendente lo hanno stretto all'angolo, ma il rottamatore butta in politica anche la Battaglia di Anghiari e rilancia. Ieri ha scritto una lettera di tre pagine al ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi per comunicargli «le decisioni della città». Il ponteggio nel Salone de' Cinquecento sarà smontato e la ricerca interrotta. In realtà specifica il rottamatore solo rinviata visto che basterà aspettare qualche mese per riproporre la questione al nuovo governo. L'aspirante candidato alle primarie del centrosinistra, quindi, preferisce mollare la presa ed evitare di essere accusato di aver trasformato il mistero della Battaglia di Anghiari in «un gigantesco spot elettorale»». I toni del sindaco, però, sono amari. «Penso che non occorresse un grande coraggio, ma il semplice buon senso per autorizzare gli stacchi richiesti dall'ingegner Maurizio Seracini». Cosa chiedeva l'ingegnere? Di poter staccare un paio di centimentri quadrati dell'affresco del Vasari che sono già stati oggetto di un restauro ottocentesco, e che sono molto più vicini all'area dove, secondo lui, si trova la Battaglia di Anghiari che Leonardo da Vinci abbandonò a metà dell'opera perchè poco convinto così testimonia lo stesso Vasari della nuova tecnica che stava sperimentando. Seracini e Renzi in realtà sostengono una tesi diversa. A Vasari fu richiesto di eliminare l'affresco per motivi politici: commissionato dalla Repubblica Fiorentina era poco gradito ai Medici che nel salone volevano solo la celebrazione delle loro vittorie. CERTO anche dopo il ritrovamento dei microframmenti di colore è più che mai aperto l'interrogativo sullo stato in cui si troverebbe l'affresco. Solo danneggiato, come già accaduto per la «Trinità» del Masaccio nascosta ancora dal Vasari in Santa Maria Novella, o quasi del tutto inesistente? La sa vrintendente Acidini, una delle vecchie zie' così le definì l'ex assessore alla cultura Giuliano da Empoli con cui l'amministrazione Renzi si è più volte scontrata non è disposta a cambiare opinione. «I moderni principi del restauro impongono di non intervenire su parti sane di un affresco ai soli fini conoscitivi». E Renzi non ha alcuna intenzione di affrontare la campagna elettorale con un simile ponteggio aperto' sul fianco. La sovrintendente «In ogni caso attendo le indicazioni del ministro, ma lo stacco di porzioni sane di affresco è contrario all'etica della conservazione e ai principi del restauro».