La parlamentare: «Minacciata di querele dalla dottoressa Cinquantaquattro». Una lettera agli albergatori .Al ministro una relazione della senatrice pdl «I soldi ci sono, via al rilancio» Il «caso Campi Flegrei» - con il crollo del numero di visitatori dei siti archeologici, dall'Anfiteatro Flavio al Parco archeologico di Cuma, registrato negli ultimi dieci anni dalle statistiche della direzione generale del ministero per i Beni culturali e il grido di allarme lanciato dall'associazione albergatori - arriva in Parlamento: la senatrice Pdl Diana De Feo ha chiesto l'intervento urgente del ministro Lorenzo Ornagli e informato della vicenda il governo. Secondo i funzionari del Mibac, dal 2001 al 2011 le presenze nei siti flegrei si sono ridotte del 50 per cento mentre nel resto della Campania è avvenuto l'opposto. Un patrimonio che non attrae più. Malgrado gli oltre 300 milioni di fondi europei spesi per far rivivere il Grand Tour celebrato dai poeti romantici del Settecento. Anfiteatro, Rione Terra, Antro della Sibilla, Piscina Mirabilis, Stadio di Antonino Pio dovevano essere i punti di forza del Grande attrattore culturale Campi Flegrei. Capaci di attirare turismo e investimenti. La realtà è tutt'altra e nella relazione al ministro, la De Feo chiama in causa la Corte dei Conti e chiede i motivi dei mancati investimenti da parte della soprintendenza unica Napoli e Pompei, autonoma nella gestione degli introiti. «Mi sono spesso occupata della "questione Campi Flegrei" con una serie di interrogazioni parlamentari che mi sono costate persino la minaccia di una azione penale contro di me da parte della soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro - sostiene la senatrice, componente della commissione cultura - Gli albergatori flegrei hanno ragione a puntare l'indice contro la cattiva gestione, anche politica, dimostrata in questi anni. Bisogna cambiare strategia e chiedo al governo Monti di istituire una sovrintendenza specifica per i Campi Flegrei, separata da quella di Pompei, che si concentri sui tanti siti di cui è ricca la zona». La De Feo propone, poi, il varo di due percorsi turistici separati per Pompei e Pozzuoli-Bacoli, da promozionare in giorni differenti: un modo, a suo giudizio, per convogliare nei Campi Flegrei migliaia di turisti che potrebbero così pernottare negli alberghi della zona, rilanciandone l'economia. C'è, poi, il capitolo disservizi e mancati investimenti della sovrintendenza per le manutenzioni. A Pozzuoli solo la scorsa settimana per impegno di due associazioni e grazie al supporto della rappresentante locale della soprintendenza si è trovata l'intesa per tenere aperto l'Anfiteatro con guide anche in francese e inglese, mentre l'area pompeiana è stata funestata dai crolli. «Contrariamente a quanto si dice, le risorse economiche per tutela e conservazione di questo patrimonio non sono mai mancate, come sottolinea un'indagine della Corte dei Conti - scrive la senatrice nell'atto parlamentare - Secondo i giudici nel 2007 sono stati spesi 165mila euro e 266mi1a euro nel 2008 per manutenzione ordinaria a fronte di giacenze di cassa provenienti anche dalla bigliettazione di 98 milioni di euro (2007) e 74 milioni di euro (2008). Oggi, secondo fonti sindacali, in cassa ci sarebbero almeno 50 milioni di euro. Attendiamo la risposta urgente del governo su questa azione di de-valorizzazione». Critiche anche dai Verdi: «Dalla gestione dei siti - dice Francesco Borrelli - possiamo definire le soprintendenze oramai un ostacolo allo sviluppo turistico e alla difesa del territorio».