Area archeologica sottostimata, occorre un cambio di rotta. Arriva dritta al punto la bacchettata del consigliere regionale Stefano Galetto alla Soprintendenza dei Beni archeologici del Lazio su come viene tenuto il museo archeologico nazionale di Sperlonga. Un «fiore all'occhiello», si, ma «nonostante la bellezza del sito, che comprende i resti della Villa di Tiberio e la Grotta di Tiberio, e dei gruppi scultorei tra cui spiccano quelle legate al mito di Ulisse dal Gruppo di Scilla al Gruppo di Polifemo e tante altre ancora, vi sono delle carenze non accettabili per siti di tale importanza». II consigliere di centrodestra si sofferma sulla cura degli spazi e delle aree verdi, suggerische che «l'area delle rovine deve essere fruibile in tutti i suoi spazi e non deve mostrarsi in stato di abbandono». Lo stesso dicasi per il museo nazionale, dove «manca il materiale informativo, l' impianto di climatizzazione non è in funzione e, infine, il bookshop interno è chiuso da oltre un anno perché la pratica di assegnazione è tuttora bloccata presso la Direzione Regionale del Ministero dei Beni ed Attività Culturali». Questione politica, dunque, oltre che di gestione. «Eppure non parliamo di opere minori - incalza Galetto - dal momento che esse sono citate nei manuali di storia dell'arte adottati nelle università italiane. Ritengo che la Soprindentenza dei Beni Archeologici del Lazio debba adoperarsi per ripristinare al più presto le migliori condizioni di fruibilità dell'area. Rendere nuovamente questi luoghi appetibili per il turismo migliora non solo l'indotto turistico del territorio, ma rinnova anche il rapporto che i nostri cittadini».
LAZIO - Il consigliere sul sito di Sperlonga: Museo in affanno. L'allarme di Galetto
Il consigliere regionale Stefano Galetto ha criticato la gestione del museo archeologico nazionale di Sperlonga, sottolineando carenze non accettabili per un sito di tale importanza. La Soprintendenza dei Beni archeologici del Lazio è stata accusata di non curare gli spazi e le aree verdi, di non fornire materiale informativo nel museo e di non avere un impianto di climatizzazione in funzione. Lo stesso Galetto ha criticato la chiusura del bookshop interno per oltre un anno. Queste critiche sono state definite una questione politica oltre che di gestione. Galetto ha chiesto al Ministero dei Beni ed Attività Culturali di ripristinare le condizioni di fruibilità dell'area.
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