GABINETTO Vieusseux, addio Forte Belvedere. L'immenso archivio dell'istituto invece se ne andrà alle Oblate. LO ANNUNCIA l'assessore alla cultura Sergio Givone. Niente trasloco in quota: per i 250 mila volumi custoditi dall'istituto che fu di Montale e Bonsanti sono state individuate le più comode e raggiungibili Oblate, i quasi 4 mila metri quadrati destinati a liberarsi nel complesso di via dell'Oriuolo. Il problema è che il suo predecessore, Giuliano Da Empoli, che oggi guida proprio il Gabinetto, pare non sia del tutto convinto, avendo lui concepito per primo l'idea del trasloco al Forte. «Ci ho lungamente parlato, ho condiviso il suo progetto di valorizzare il Gabinetto », giura Givone. Ma la faccenda non appare ancora del tutto chiusa. Anche perché quello che ha in mente l'assessore per il Vieusseux è ben più di un semplice trasferimento. E' quasi una rivoluzione: accanto alla biblioteca delle Oblate, al posto del museo della preistoria e del museo Firenze com'era, troverebbero posto le collezioni del Gabinetto, anche quelle oggi sparse nei depositi di Novoli; Palazzo Strozzi manterrebbe però un presidio: la blasonata sala Ferri rimarrebbe al suo posto; mentre in via Maggio, nel palazzo Corsini Suarez che già oggi ospita una parte del Vieusseux, resterebbe una sorta di "salotto letterario" per gli incontri. Vieusseux uno e trino insomma, nelle intenzioni di Givone. In modo da rispondere a due esigenze: una per il Gabinetto, oggi ospitato in sale dove pare esistano persino problemi di sicurezza; l'altra quella di liberare spazi per la Strozzina, il centro per l'arte contemporanea del Palazzo Strozzi. Che con un trasloco del Vieusseux in altra sede raddoppierebbe gli spazi acquisendo anche le sale che oggi ospitano la sezione romantica e la fondazione Maraini. «L'obiettivo dell'operazione - dice Givone - è quello di dare vita a un percorso virtuoso dedicato all'arte contemporanea che veda insieme l'Ex3 (vedi pezzo sotto), la Strozzina e Forte Belvedere. Per dare ancora più forza a questo progetto mi piacerebbe poter trasferire il Gabinetto Vieusseux e il suo grande archivio di 250 mila volumi nella biblioteca delle Oblate, valorizzandone così il patrimonio librario e al tempo stesso facendo crescere la Strozzina». Al Forte invece Givone non vede che la possibilità di puntare a mostre di arte contemporanea, nella palazzina che oggi ospita le collezioni di Alberto Della Ragione: «Ci basterebbero 5 custodi e non 15, cioè quelli che ci chiedono i magistrati per questioni di sicurezza in caso di eventi all'aperto: costerebbero troppo, non ce li possiamo permettere», spiega Givone. Convinto tuttavia che anche in questo settore ci si possa aspettare qualche novità nei prossimi mesi: «Un emiro del Qatar è interessato a collaborare con Firenze, ha manifestato il suo interesse attraverso un consigliere comunale di cui però non voglio fare il nome (la consigliera e deputata Tea Albini, che racconta di un protocollo d'intesa tra l'ambasciata del Qatar e la Toscana a cui lavora anche il deputato pratese Pd Andrea Lulli, ndr). Sono arrivati messaggi per una collaborazione ma non sappiamo a cosa l'emiro possa essere interessato », annuncia l'assessore. «Certo se mi chiedesse di comprare il Forte Belvedere gli direi di no, ma possiamo aspettarci di tutto, così come potrebbe semplicemente voler sponsorizzare una grande mostra, magari di Kiefer proprio al Forte...».