Tatafiore: "Ho ritirato le mie opere, non avevano senso in una struttura vuota" TATAFIORE, che cos'è cambiato in questi ultimi mesi al Madre? «Basta guardare il suo secondo piano, tristemente vuoto: stiamo assistendo a un lento depauperamento dell'edificio intero, né abbiamo segnali positivi sul futuro. C'erano anche i miei lavori lì, affiancati da quelli di Nino Longobardi, o opere provenienti dalla collezione americana Sonnabend, nonché altri grandi artisti di respiro locale e internazionale. Una volta, un mio amico gallerista tedesco ne rimase talmente impressionato da paragonare il museo a una galleria di Parigi, Londra o Bruxelles». Spieghi meglio questo depauperamento. «Lo sfascio attuato dalla Regione rischia di inficiare irrimediabilmente la cultura. Eppure, un politico, di destra o sinistra che sia, poco importa, dovrebbe piuttosto valorizzare certe risorse. Soprattutto quando funzionano. Non è accaduto per il Madre. E si è preferito distruggerlo. Stupidamente. È il termine più appropriato ». Ma la Regione ha dichiarato che investirà 5 milioni nella struttura. «Cicelyn è stato però costretto ad andarsene proprio per la mancanza di fondi, che non gli ha consentito più di andare avanti. Tra l'altro, i progetti del futuro potranno anche essere eccezionali, non so, ma perché avviarli distruggendo quelli precedenti, che già funzionavano perfettamente? Uno spreco di energie e intelligenze. Non dimentichiamo poi che Cicelyn ha lavorato anche con Lucio Amelio, uno dei più grandi, durante gli anni d'oro dell'arte contemporanea a Napoli». Ci sono possibilità che un domani le sue opere ritornino al museo? «Al momento mancano le garanzie. Sono due tele e una scultura rappresentante un "Robespierre angelo" in ferro e carta. Il progetto iniziale prevedeva che il Madre le acquisisse, ma per ora preferisco preservarle da quest'opera distruttiva che avvolge il museo ». Sul caso del Madre interviene anche l'ex direttore Eduardo Cicelyn, in risposta alle affermazioni del professor Spinosa ieri su Repubblica: «Vorrei precisare che la collezione Sonnabend al Madre oggi è sparpagliata in parte al museo Reina Sofia di Madrid e in parte al Correr di Venezia. Stando agli accordi iniziali, avrebbe potuto essere in realtà trasferita al museo di Capodimonte se il soprintendente al Polo museale Fabrizio Vona non fosse stato ostacolato dalle manovre della Regione Campania presso il ministero, come ha personalmente dichiarato in un'intervista su Repubblica».
NAPOLI - "Distruggere il Madre, atto di stupidità"
Il museo Madre di Napoli sta subendo un lento depauperamento, secondo il direttore Eduardo Cicelyn. I lavori di Cicelyn e quelli di altri artisti sono stati rimossi e non ci sono segnali positivi sul futuro. La Regione ha dichiarato di investire 5 milioni per la struttura, ma il direttore è scettico. I progetti del futuro potrebbero essere eccezionali, ma il direttore pensa che distruggere quelli precedenti sia uno spreco di energie e intelligenze. Ci sono possibilità che le opere di Cicelyn ritornino al museo, ma mancano le garanzie. La collezione Sonnabend è stata sparpagliata tra il Reina Sofia di Madrid e il Correr di Venezia.
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