Fuortes: "La selezione porta la qualità prima non era così" UN'ULTERIORE conferma dello straordinario interesse che riesce a suscitare il Teatro Petruzzelli, simbolo insostituibile della cultura e della bellezza della città di Bari e, insieme, della Puglia. Credo che questa data, senza esagerazioni, apra una nuova stagione nella vita futura della Fondazione Petruzzelli. Futuro che deve essere in linea con il grande passato del Teatro, contraddistinto da una qualità artistica di valenza nazionale e internazionale, ma che deve anche rispettare in modo rigoroso l'equilibrio economico e finanziario e la trasparenza delle scelte organizzative. Scelte che, sembra pleonastico dirlo, si devono attenere alle leggi e alle regole che vincolano il funzionamento delle 14 Fondazioni liriche riconosciute dallo Stato. Perché dico che questa data segna una nuova fase? Può apparire assurdo, ma in questi anni la Fondazione Petruzzelli non ha mai effettuato un'audizione pubblica per la scelta dei musicisti dell'orchestra, così come previsto dalle leggi in materia e dal contratto nazionale di lavoro vigente. Le convocazioni dei musicisti venivano effettuate, senza un criterio oggettivo, sulla base delle scelte arbitrarie del segretario artistico della Fondazione. Questo d'ora in poi non accadrà più nel rispetto della legge, del contratto di lavoro, della dignità dei musicisti che hanno fatto parte dell'orchestra e di quelli che non ne facevano parte. Per non ripetere queste scelte personalistiche, nelle more dell'espletamento del concorso pubblico, per la prossima produzione del Don Giovanni sono stato costretto ad attribuire per sorteggio le parti secondarie dell'orchestra tra i musicisti che hanno suonato fino ad oggi nel Teatro. Devo ricordare che la Fondazione Petruzzelli, così come le altre fondazioni liriche, vive del finanziamento pubblico dello Stato e degli Enti locali. Circa l'80 del budget annuale è coperto da contributi pubblici, finanziati dalle tasse che paghiamo tutti noi. Non è un'associazione privata che può scegliere a piacimento chi far suonare nell'orchestra e chi no, senza un concorso pubblico che garantisca qualità, imparzialità e parità di diritti e di trattamento per tutti i musicisti. Ho imparato, in questi sei mesi di lavoro da Commissario straordinario, quanto il Teatro sia nel cuore dei cittadini baresi e tutta la collettività pugliese si riconosca nel simbolo del Petruzzelli. Posso dire, per esperienza personale, che è un valore non facilmente riscontrabile in altre istituzioni culturali e musicali del nostro Paese. È un valore che va rispettato e salvaguardato. Bari è una città di grande vivacità culturale. I baresi e gli abitanti della Puglia partecipano attivamente alla vita del teatro e questo fa sì che sia un valore condiviso. Però, come tutti i simboli, esso può ribaltarsi in negativo evidenziando errori e limiti della società nella quale opera. Può diventare lo specchio lucido di una collettività che rischia di perdere il giusto orientamento. Ma ho già verificato che la collettività barese e pugliese ha gli anticorpi per superare gli ostacoli e gli steccati che negli ultimi tempi si sono creati attorno e dentro al Teatro. Attorno al progetto di risanamento e di sviluppo 2012 - 2014 che sto portando avanti ho registrato, al di là delle appartenenze politiche, la concreta disponibilità di tutti i soci fondatori: il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Puglia, il Comune di Bari e la Provincia di Bari. Il Teatro Petruzzelli ha un grande futuro. Che si deve basare su un progetto culturale forte e chiaro. Solo così può essere condiviso. La qualità è il primo elemento imprescindibile. Gli spettatori, cioè tutti noi, sono perfettamente in grado di riconoscerla e apprezzarla. Il secondo elemento è la buona gestione. Rispetto delle regole, trasparenza e bilanci in pareggio. È fondamentale, quando si amministrano soldi pubblici. Il terzo è l'apertura al nuovo, alle generazioni più giovani, ai nuovi linguaggi. I luoghi di spettacolo non devono essere santuari cristallizzati in liturgie codificate. Devono interpretare la cultura contemporanea ed essere in comunicazione con il mondo nel quale viviamo. Il lavoro che la Fondazione sta portando avanti, con il contributo di tutti, vuole raggiungere questo obiettivo e gettare solide basi per lo sviluppo futuro del Teatro. commissario straordinario Fondazione Petruzzelli
PUGLIA - Il dirigente straordinario: Bari città di grande vivacità culturale
Il commissario straordinario della Fondazione Petruzzelli, Fortes, ha espresso la sua soddisfazione per la scelta della qualità dei musicisti per la prossima produzione del Don Giovanni. Ha affermato che la selezione è stata effettuata in base a criteri oggettivi e non personalistici, come era previsto dalla legge e dal contratto di lavoro. Ha anche sottolineato l'importanza della trasparenza e della buona gestione nella gestione dei fondi pubblici. Fortes ha anche sottolineato l'importanza di aprire al nuovo e alle generazioni più giovani, e di interpretare la cultura contemporanea. Ha affermato che il Teatro Petruzzelli ha un grande futuro e che il lavoro della Fondazione vuole raggiungere questo obiettivo.
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