Evento atteso a fine anno dopo il completamento dei lavori di restauro Castelvetrano. Dopo due anni di chiusura per restauri riaprirà i battenti il prossimo mese di dicembre la chiesa di San Domenico, che per il suo alto valore artistico e culturale viene ormai comunemente definita la «Cappella Sistina» della provincia di Trapani. La notizia della riapertura della chiesa, i cui lavori sono rimasti fermi per un anno a causa di un contenzioso con la ditta che li sta eseguendo, è stata data dall'architetto Gaspare Bianco, responsabile dell'Unità operativa architettonica della Sovrintendenza di Trapani, al vescovo Domenico Mogavero al termine di un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi e a cui hanno preso parte anche il vicario generale don Giuseppe Undari, il comandante della Compagnia dei carabinieri cap. Emanuele Fanara, il comandante della Tenenza della Guardia di Finanza ten. Alfredo Terrone e il sindaco Felice Errante. «Questa chiesa - ha detto l'arch. Bianco - è un capolavoro artistico e i lavori che si stanno eseguendo sono tutti una scoperta circa le tecniche e le modalità utilizzate tra il 1574 e il 1580 da Antonio Ferraro che ne ha realizzato gli stucchi. Per noi si tratta di un cantiere che fa scuola in quanto abbiamo avuto la possibilità di fare una formazione permanente ai restauratori provenienti da tutta Europa che stanno collaborando con noi. Il progetto ha previsto anche la messa a punto di sistemi di catalogazione di questo prezioso patrimonio che ci permetterà di restituirlo alla comunità scientifica che così potrà studiarlo ulteriormente. Saremo nella possibilità di dare il materiale digitalizzato e in formato tridimensionale». La chiesa di San Domenico fu costruita intorno al 1470 e fu arricchita di opere d'arte e stucchi grazie al contributo dei principi Tagliavia di cui divenne il mausoleo. La parte artisticamente più significativa è l'arco trionfale i cui stucchi raffigurano Jesse e la discendenza di Davide sino alla Madonna. Chiusa per anni dopo il sisma del 1968 ha subito danni a causa delle infiltrazioni della pioggia. Negli anni Ottanta vennero eseguiti restauri che permisero di ripararne le coperture consentendone la riapertura parziale per il culto. Ora i nuovi lavori. Margherita leggio 11082012