L'idea lanciata dal sindaco Tambellini alla Regione: avremmo sistemazioni in tempi brevi senza consumare territorio LUCCA Comprare gli alloggi invenduti dalle imprese per salvarle dalla banca rotta, far fronte all'emergenza abitativa e non consumare ulteriormente il territorio. È questa la proposta che il sindaco Alessandro Tambellini ha lanciato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa, organizzata per annunciare l'assegnazione di 24 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica ad altrettante famiglie. «Da molti anni non si assegnavano più case qui a Lucca spiega Tambellini Quello che presentiamo oggi è il primo passaggio per incontrare le esigenze delle famiglie. Purtroppo la richiesta abitativa è notevole per cui la nostra linea amministrativa ha l'obiettivo di rispondere a queste impellenti necessità. In questo senso ha aggiunto il primo cittadino sarebbe opportuno, sul modello della sperimentazione della Fondazione Cassa di Risparmio, Fondazione Casa e Regione Toscana, cercare di acquistare l'invenduto, così da ampliare la possibilità di mettere a disposizione nuovi alloggi in tempi più ristretti». Ma di cosa si tratta? Proprio due giorni fa, nel Comune di Massarosa, si è conclusa una operazione di "housing sociale" che ha visto protagonisti gli enti citati da Tambellini. L'intervento ha portato all'acquisto di 10 appartamenti di un condominio per la cifra di 2 milioni e 400 mila euro. Tali alloggi, attraverso la Fondazione "Casa" della Provincia, vengono affittati a canone sostenibile. Con questo tipo di progetti si punta a creare una rete di sostegno sociale per aiutare le famiglie e i singoli che, pur avendo una fonte di reddito, non guadagnano così poco da poter accedere ai bandi per l'assegnazione di una casa popolare, né abbastanza da permettersi di affacciarsi sul libero mercato. Ovviamente, a farsi carico dell'investimento dovrebbero essere le fondazioni e la Regione, che potrebbe stornare parte dei soldi destinati all'edilizia popolare per acquistare gli immobili invenduti. L'idea viene rilanciata anche dai dirigenti dell'Erp presenti alla conferenza: «È il momento opportuno per il riordino e il recupero del patrimonio edilizio esistente spiega Francesco Franceschini, presidente provinciale dell'ente per l'edilizia residenziale pubblica Con tutti i fallimenti che ci sono stati, sarebbe opportuno vedere se le case invendute possono essere rimesse sul mercato». Analogo il discorso portato avanti dall'amministratore delegato dell'Erp lucchese Marco Baccelli: «Bisognerà aprire un tavolo con la Regione e invito il sindaco a farsi portavoce di questa istanza ha spiegato Bacelli La spesa per l'acquisto degli immobili, in questo momento di calo dei prezzi, sarebbe più o meno simile a quella che la Regione stanzia per fare nuovi alloggi». Intanto l'emergenza abitativa a Lucca rimane alta: sono 440 i nominativi inseriti nelle graduatorie per gli alloggi popolari, stilate sulla base del bando del 2009. Per ora solo 35 persone considerando le assegnazioni di ieri hanno trovato una sistemazione. Sono, invece, 123 gli sfratti per morosità conteggiati a Lucca nei primi sei mesi dell'anno. Per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica nel territorio comunale, la situazione è ben fotografata dai numeri presenti sul sito dell'Erp: sono 883 gli alloggi a locazione; l'importo mensile del canone è di 90-96 euro (12 per le persone che non percepiscono reddito); 2.291 sono gli utenti residenti; 71 metri quadri è la superficie media di ogni alloggio; in media sono 3 le persone che dividono l'abitazione.
LUCCA - URBANISTICA E TERRITORIO - Le case invendute a chi è in difficoltà
Il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, ha lanciato una proposta per acquistare gli alloggi invenduti dalle imprese per salvarle dalla banca rotta e far fronte all'emergenza abitativa senza consumare ulteriormente il territorio. La proposta prevede l'acquisto di case invendute per metterle a disposizione di famiglie in difficoltà. Il sindaco ha anche annunciato l'assegnazione di 24 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica ad altrettante famiglie. La Regione e le fondazioni potrebbero stornare parte dei soldi destinati all'edilizia popolare per acquistare gli immobili invenduti.
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