Il Palais Lumière? Lo ribadisco: in tanti anni si sono sprecate tante opportunità a Venezia e Mestre per l'altissima conflittualità istituzionale e per l'alta conflittualità sindacale. Risultato, chi voleva investire lasciava perdere. Il salto di qualità del mondo sindacale e la crisi che macina posti di lavoro fa ora ragionare su un progetto come la torre Cardin che dimostrerà che a Venezia si può fare». Renato Chisso parla anche del futuro della città. Sul Palais Lumière di Cardin non ha dubbi: si farà; la delega dall'Enac arriverà, «come è stata concesa a Genova». Ma c'è anche il futuro politico, la nascita della città metropolitana. «Si è parlato di scelte di risparmio e di migliori servizi ai cittadini ma allora o le province si cancellano tutte o le si tengono tutte. Insomma si è in questo momento a metà del guado, nell'incertezza. Sarà importante lavorare sulle funzioni della città metropolitana». Venezia, ribadisce Chisso, è di diritto la «capitale del Veneto e fondi come quelli della legge speciale andrebbero ripartiti con tutto il territorio provinciale». Le fughe verso altre province? «Non esiste il dominio di Venezia sul resto del territorio. Quei Comuni che pensano a cambi di provincia devono riflettere bene sui costi che faranno ricadere sui loro cittadini, dal cambio targhe alla modifica dei documenti. Poi non perderanno i loro consigli comunali. Una cosa è certa», continua a spiegare l'assessore, uomo forte del Pdl a Venezia, «il sindaco del Comune capoluogo è previsto diventi sindaco metropolitano. E' un non sense, da modificare con lo statuto. Già oggi fare il sindaco di Venezia impegna per almeno 18 ore al giorno. Fare anche il sindaco metropolitano? Lo potrebbe fare solo Nembo Kid ma lui mica c'è». Un chiaro messaggio al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Chisso chiarisce: «Lo può fare nell'attesa di modificare lo statuto. Altrimenti mica ce la si fa».