Dal governo fondi per 60 milioni. De Cesaris: «Buona notizia». Ma il piano va ridimensionato. Si riparla dell'opera, voluta da Padoa Schioppa: l'area di Porta Vittoria sarà messa a disposizione dal Comune La struttura II progetto avrebbe dovuto costare 250 milioni. Ora si sta pensando a una struttura più piccola Beic in formato ridotto. Sembrava un sogno sfumato, ma le diplomazie romane e milanesi si sono messe all'opera e hanno riacceso le speranze. Palazzo Marino ha ottenuto rassicurazioni per un finanziamento del governo di 50-60 milioni per la Biblioteca europea di informazione e cultura e l'amministrazione è pronta a fare i passi necessari per arrivare nei tempi più rapidi possibili alla realizzazione dell'opera, sia pure ridimensionata rispetto al progetto faraonico con cui l'architetto Peter Wilson vinse un concorso internazionale nel 2001. «Sicuramente l'arrivo dei fondi è una notizia importante e positiva per Milano conferma l'assessore all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris Bisognerà ripensare il progetto esecutivo e condividerne il contenuto con l'assessorato alla Cultura, ma non è detto che una dimensione ridotta della struttura equivalga a una funzione ridotta. Una biblioteca più piccola non è detto che sia meno utile». De Cesaris assicura che «il Comune è pronto a cogliere l'opportunità» e a realizzare l'opera mettendo a disposizione le aree di Porta Vittoria. Ma visto che l'ingombro sul terreno incolto sarà minore, l'assessore conferma la volontà di destinare lo spazio rimanente a verde. E ai milanesi promette: «La realizzazione della Beic non andrà ad interferire con il cantiere in atto. Proseguirà la costruzione di immobili, della parte commerciale e pubblica e metteremo a verde l'area intorno alla biblioteca». La tentazione di Expo 2015 è forte, ma l'assessore è prudente. «Sei finanziamenti arrivano subito si può lavorare per far partire le opere per Expo dice Ma se i tempi si allungano, non manterremo il cantiere: tutta l'area sarà messa a verde e poi si scaverà quando tutto sarà pronto». Una cosa è certa: i 250 milioni necessari a costruire l'imponente edificio immaginato dieci anni fa sull'area della vecchia stazione di Porta Vittoria non ci sono. Non sono arrivati finora e mai più possono arrivare in piena crisi economica. Ma il governo considera la Beic come un progetto dal quale tutto il Paese trarrà frutto ed è intenzionato a fare ogni sforzo per sostenerla. In autunno il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) dovrebbe stanziare appunto 50-6o milioni. E così la Biblioteca prenderà corpo in una forma più contenuta rispetto alla partenza, ma non fallirà l'obiettivo di garantire una struttura bibliotecaria a scaffali aperti, con integrazione si legge sul sito Beic tra libri e moduli informatici e digitali. Libri ma non solo: la biblioteca europea offrirà immagini, musica classica e moderna, documentazione filmica, laboratori linguistici. Anche il presidente della Fondazione Beic, Antonio Padoa Schioppa, che in questi anni non ha mai smesso di lavorare per realizzare il sogno, ultimamente aveva parlato di un «possibile ridimensionamento del progetto». Ma l'intendimento resta lo stesso: dotare l'Italia di una struttura innovativa con caratteristiche di qualità a livello internazionale. Ma gli impegni non si esauriscono con gli stanziamenti per l'opera. Stando al progetto di Wilson, la gestione avrebbe comportato una spesa di 10 milioni di euro all'anno. La Beic in formato ridotto costerà meno. «Sempre troppo per un progetto che appare fuori tempo dice il capogruppo del Pdl, Carlo Masseroli Dieci anni fa poteva avere un senso, ma oggi, nell'era di Inter-net, la biblioteca europea è già entrata nelle case di tutti».
MILANO - Biblioteca europea, nuove speranze
Il governo ha annunciato di destinare 50-60 milioni di euro per la Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) a Milano. L'opera, voluta da Padoa Schioppa, avrebbe dovuto costare 250 milioni, ma il piano è stato ridimensionato. Il Comune di Milano ha ottenuto rassicurazioni per il finanziamento e l'amministrazione è pronta a realizzare l'opera. L'assessore all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris, ha confermato che il Comune è pronto a cogliere l'opportunità e a realizzare l'opera, ma ha anche detto che la dimensione ridotta della struttura non significa una funzione ridotta.
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