È stata casuale, ma la scoperta archeologica effettuata a Palazzo Polara durante i lavori di restauro dell'immobile che si appresta a divenire pinacoteca comunale, è destinata a far parlare di sé. Un sito con più ipogei e sepolture stratificate nel tempo, nascoste da terra e cemento che costituivano il basamento del piano basso del lato sinistro del Palazzo, ed ancora ossa e uno scheletro sepolto insieme a del materiale funerario. Che si trattasse di una tomba di famiglia o, più plausibile, di un luogo di sepoltura che ha visto negli anni diverse sovrapposizioni, fino all'erezione di Palazzo Polara sarà valutato dagli archeologi, già sul campo con l'entusiasmo che una scoperta del genere può innescare in chi ama il proprio territorio e vuole portarne alla luce la storia. Il materiale rinvenuto risale probabilmente alla prima età imperiale, vale a dire ad un'epoca che va dal I a. C. al I d. C. E l'importanza della scoperta è più tangibile se solo si pensa che è stata nel lontano 1978 l'ultima volta in cui si è effettuata una scoperta archeologica nel centro storico della città. "Oggi, a differenza di allora, disponiamo di mezzi che ci permettono di avere un'esatta stratigrafia, con tanto di scavo stratigrafico e specialisti sul posto - ha commentato in conferenza stampa l'assessore ai Beni culturali, Annamaria Sammito, che è anche archeologa -. Che la scoperta sia avvenuta nel centro storico è un dato rilevante della storia della città in generale e ancora più trattandosi della prima età imperiale, per la quale esistono numerosi documenti di autorevoli autori, basti citare Cicerone, ma disponiamo di pochissimo materiale". Non meno entusiasta Saverio Scerra, archeologo della Sovrintendenza, che ha parlato di una "scoperta straordinaria". "Modica, così come Siracusa, hanno continuato sempre a vivere nello stesso sito. La scoperta odierna ci raffigura un palinsesto archeologico di grande interesse. La provincia di Ragusa ha una densità archeologica pari al 90, per questo serve fare archeologia preventiva, al fine di non disperdere o lasciare nel dimenticatoio un patrimonio storico-archeologico di inestimabile valore, da sottrarre alla distruzione in atto del territorio". Le scoperte potrebbero essere impinguate dagli scavi e studi successivi che, stando ai fondi a disposizione, potranno protrarsi solo fino a metà settembre. Sarà interessante comprendere se fosse un luogo di sepoltura comune o se appartenesse ad una famiglia, se lo scheletro appartenga ad un uomo o ad una donna e di che età, a quale entità ammontasse la dote funeraria che allo stato ha fatto emergere dei vasetti votivi e una luminaria con un rilievo di cavaliere, ma che certamente, come pensano gli archeologi, riserva dell'altro nascosto dalla terra. Al lavoro, oltre a Scerra e alla Sammito, l'archeologo esterno Francesco Cardinale e l'antropologa Simona Sirugo. E intanto la città si appresta a scoprire un altro sito archeologico rinvenuto a Cava Ispica, che sarà presentato il 13 luglio alle 21.30. 10082012