Dalle bonifiche del sito, commissionate mesi fa da Enel, non sono stati rinvenuti residuati bellici o reperti archeologici di particolare pregio tali da bloccare il progetto Francesco Di Mare Porto Empedocle. Il 15 ottobre potrebbedovrebbe essere una data storica per la città marinara e anche per l'intera provincia di Agrigento. Da fonti bene accreditate si apprende che quel giorno non troppo lontano sul riempimento a mare attiugo al porto empedoclino sono attese le ruspe e i primi operai chiamati a realizzare il cantiere per il rigassificatore dell'Enel. Il fatto che ci sia addirittura una data temporale precisa e ben fissata nel calendario, suscettibile come sempre di variazioni dovute alla burocrazia o a inconvenienti tecnici, lascia intendere però come la lunga, snervante, costosa procedura necessaria ad autorizzare la realizzazione dell'impianto, sia terminata. L'Enel le autorizzazioni principali, quelle da parte dei ministeri e della Regione in tutte le sue forme, le aveva ottenute da mesi, con tanto di vittorie in sede di tribunali, sancite da sentenze che confermavano la bontà del progetto e delle procedure seguite dai promotori. Ottenuti tutti i certificati determinanti, Enel ha dato mandato un anno fa circa a ditte specializzate nei rispettivi campi di andare a cercare nell'area dove sorgerà il terminale ordigni residuati della seconda guerra mondiale o testimonianze archeologiche. Entrambe le attività di ricerca sono state ultimate con esiti altamente rassicuranti - fanno trapelare sempre fonti accreditate - tanto che non risultano tracce di ordigni residuati, anfore o altri oggetti di valore storico e culturale. Del resto quando sul finire degli anni '50 l'indimendicato sindaco-deputato nazionale-ministro Giuseppe Sinesio ottenne le risorse e fece riempire lo spazio di mare sottostante la casa natale di Lugi Pirandello, non venne usato materiale di particolare pregioso archeologico. Qualcuno nei mesi scorsi mosse il dubbio che le operazioni belliche consumatesi sul finire del secondo conflitto potesser avere lasciato in eredità qualcosa di inesploso, ma alla resa dei conti e delle ricerche, nulla è stato rinvenuto. Stesso discorso per eventuali testimonianze del passato. L'esito di queste campagne di ricerca verrà comunicato a brevissimo giro di posta agli organi competenti, aprendo di fatto la strada all'apertura del cantiere. Per una realtà in cui lo stabilimento Italcementi va in letargo almeno per i prossimi due anni, dal punto di vista occupazionale dovrebbe essere una boccata d'ossigeno per tanti. 10082012