USCENDO dalla stazione della metro collinare il primo impatto non è male. La fontana è ben tenuta e le aiuole sono state potate. Ma l'effetto dura poco. BASTA girare le spalle per vedere i graffiti sotto alla targa dedicata a Totò e le bottiglie di vetro abbandonate ai piedi degli alberi per capire che anche l'area a ridosso del Museo archeologico non sfugge al degrado che sembra avvolgere in unico abbraccio quasi tutta la città. Benvenuti a piazza Cavour, melting pot di razze, dove gli stranieri, cingalesi soprattutto, ormai hanno superato in numero gli italiani. La piazza, che si snoda tra le due stazioni della Linea 1 e Linea 2 della metropolitana, è stata restaurata da pochi anni. Eppure i segni delle ferite del vandalismo sono già ben evidenti. Sulla statua di Matteo Renato Imbriani hanno scritto di tutto: dalle promesse d'amore eterno, agli insulti tra donne rivali, agli slogan ultrà. Più si prosegue verso la stazione della Linea 2 e più aumentano degrado e incuria. Singolare il caso delle fontanelle. Ce ne sono tante, almeno una ventina. Ne funziona una sola. Anche se qualche "furbone" ha ficcato una cannuccia nel buco da dove esce l'acqua. Qualcun altro, invece, ha pensato di portarne via una. Strappata dal suolo e forse risistemata in un giardino privato. Superata la stazione della metropolitana si arriva all'area giochi per bambini. O meglio a quel che ne resta. Di giostrine ce ne sono poche, anche perché qui fino a qualche mese fa operava una gang di ragazzini che chiedeva il pizzo a chi voleva salire su altalene e scivoli. Li hanno spostati al sicuro, vicino alla caserma dei carabinieri della Stella. «Il pomeriggio quiè un inferno - spiega Francesco, manager che risiede in zona - si radunano decine di persone, soprattutto stranieri, e si ubriacano fino a notte inoltrata. I marciapiedi la mattina sono inutilizzabilia causa delle bottiglie di vetro che vengono frantumate sull'asfalto. Sono i commercianti a pulire la strada, altrimenti dovrebbe essere chiusa al transito». Dall'altra parte della piazza, di fronte ai giardini, c'è la scuola Campanella. I gradoni che portano al grande portone sono invasi dalle erbacce, mentre il marciapiede è stato trasformato in un suk. Sulle bancarelle si vende di tutto: dalla chincaglieria a capi d'abbigliamento e giocattoli contraffatti. Proseguendo verso porta San Gennaro si arriva in un luogo ad alto rischio. Soprattutto per i turisti. «Tentano uno scippo al giorno - spiega Antonio, commerciante - all'improvviso si sentono le urla disperate della vittima di turno. A colpire sono giovani delinquenti che poi fuggono nel rione Sanità. Bravissimi anche a tirare fuori le borse dalle auto in transito». Sporcizia e marciapiedi trasformati in orinatoi pubblici anche davanti alla Galleria Principe di Napoli e al Museo Archeologico. Quella dell'abbandono, è una regola non scritta alla quale non sfuggono neanche gli ospedali. Basta salire per le rampe Longo e arrivare davanti agli Incurabili per capirlo. Nei pressi delle entrate del nosocomio che sorge sopra piazza Cavour ci sono due discariche. La prima raccoglie un frigorifero, pezzi di mobilia e pneumatici. L'altra rifiuti speciali, difficilmente identificabili, forse resti di lavorazioni di pellame o, più probabilmente, materiale edile di risulta che qualcuno ha lasciato per strada. Da tempo dall'ospedale hanno chiesto che l'area fosse bonificata. Sicuramente servirebbe anche qualche esponente delle forze dell'ordine che liberasse il piazzale degli Incurabili dai parcheggiatori abusivi. I guardamacchine non solo chiedono i soldi per permettere la sosta a chi va in ospedale, ma sgridano gli automobilisti che non levano le multe dal tergicristallo: «Così ci rovinate reputazione e affari - spiega con fare deciso un parcheggiatore - noi qui dobbiamo faticare».