Ecco i dati dello studio sulle potenzialità del sistema, base per la nascita di «Brescia musei spa» In tredici anni 930 mila visitatori, in 480 mila alle mostre Sono sei strutture e offrono dai reperti dell'Età del ferro alle opere dell'arte contemporanea, passando per una collezione d'armi unica in Italia. Sono i musei cittadini, strutture attorno alle quali nei mesi scorsi il professor Paolo Leon, vicepresidente dell'associazione economia della cultura e ordinario di economia pubblica alla Terza università di Roma, ha svolto uno studio approfondito che è diventato la base operativa sulla quale l'amministrazione comunale di Brescia ha dato vita, con la Fondazione Cab e la Fondazione Asm, a «Brescia musei spa», che avrà lo scopo di aumentare la fruibilità delle strutture cittadine. Musei che in 13 anni hanno registrato 930 mila visitatori e 482 mila presenze alle mostre temporanee, ma che, secondo lo studio, può contare su una domanda potenziale che va dalle 280 alle 300 mila unità. COSTI E INVESTIMENTI. Nel 2003 l'impegno del Comune per il funzionamento dei musei cittadini sarà di 4.498.800 euro, praticamente il doppio rispetto a quanto ha speso nel 1995 o l'anno successivo (2 milioni 295 mila euro). La spesa per la conduzione dei musei ha avuto un picco lo scorso anno (oltre 5 milioni di euro, il 25 in più rispetto al 2001), mentre l'incremento maggiore è stato registrato nel '97 con 3 milioni di euro di impegno e un incremento del 36 rispetto al '96, anno povero in tema di sostegno alle strutture museali. Nel capitolo relativo alle spese per gli investimenti, l'anno che ha assorbito maggiori risorse è stato il 1996 con oltre 10 milioni di euro, il 90 dei quali destinati al complesso di Santa Giulia. Agli altri musei sono andate solo le briciole, mentre dal 97 al 2002 la Fondazione Cab ha sostenuto oneri per oltre 5 milioni e 600 mila ero. Questa mole di impegno finanziario ha cambiato profondamente il sistema museale bresciano. «L'apparato - si legge nello studio - è diventato più grande. In occasione di particolari eventi si registrano picchi di incremento di visitatori. Il pubblico risponde positivamente se sollecitato e incuriosito. L'attività di promozione e di marketing diviene per un museo un'attività primaria. Insieme alla prpmozione è però necessario garantire la funzionalità, una capacità e una ricchezza di servizi e di apparati che il museo stesso oggi non è in grado di offrire. L'innovazione nel campo della fruizione culturale impone una programmazione e gestione altamente qualificate e specializzate in grado di pianificare i costi di investimento e predisporre un sistema di gestione secondo logiche imprenditoriali». I VISITATORI POTENZIALI. Lo studio sui flussi dei visitatori denota alcuni musei in fase declinante (quello del Risorgimento e quello delle Armi, mentre quello Romano è chiuso per ristrutturazione dal '98) e altri che stanno tornando all'antico splendore (Santa Giulia).Per il 96 i visitatori sono italiani, mentre gli stranieri rappresentano solo il 4 del totale. Ma l'attenzione dello studio va tutta al bacino potenziale di visitatori che passa attraverso i residenti. I flussi turistici "balneari della provincia, quelli prettamente culturali, le scuole. Un'analisi che non può prescindere da un'offerta alberghiera che in città è nata soprattutto per soddisfare il segmento affari, quindi con costi mediamente superiori a quelli ideali per un turista, che a Brescia non può nemmeno contare su strutture "popolari" come gli ostelli della gioventù, «il settore alberghiero -osserva lo studio - rappresenta il limite più evidente allo sviluppo degli effetti esterni generati dalla valorizzazione culturale. Nel lungo periodo lo sviluppo di un settore produttivo collegato all'attività culturale dipenderà dal processo di innovazione che gli imprenditori turistici locali sapranno mettere in campo nei prossimi anni». Le proiezioni sulla domanda potenziale (dai turisti che passano l'estate sul Garda, a chi viene a Brescia considerandola città d'arte, per non parlare di un turismo enogastronomico ancora tutto da scoprire in Franciacorta) parlano di una quota minima di 280 mila unità e di una massima che tocca i 300 mila ipotetici visitatori. LA PROMOZIONE. Co-me intercettarli? Attraverso un mix di iniziative che vanno dagli "educational" per gli insegnanti alle campagna pubblicitarie sili giornali locali e nazionali, dai seminari ai pacchetti promozionali per gli alberghi e le strutture del Garda, che così possono offrire Ere; scia "chiavi in mano". Chi farà tutto ciò, occupandosi anche di migliorare qualitativamente i servizi collaterali ai musei? La nuova società a capitale misto che, nelle intenzioni della Loggia, potrebbe segnare il riscatto dei musei cittadini.