Il prefetto Goffredo Sottile (commissario per l'emergenza rifiuti) non ha ancora ufficializzato la scelta del sito per la discarica provvisoria, quella che deve consentire la chiusura di Malagrotta. Ma c'è un indicatore che più di altri fa comprendere dove si stanno concentrano le ultime verifiche. 31 dicembre 2012: scade la proroga, che lui stesso ha firmato, per la discarica più grande d'Europa. In linea teorica per quel giorno dovrà essere pronta una nuova discarica. Se è vero che Sottile comunicherà la scelta acavallo di Ferragosto, resteranno appena quattro mesi per costruire un impianto. In quattro mesi si realizza una discarica solo dove c'è già un buco, cioè a Monti dell'Ortaccio, nella Valle Galeria, proprio a ridosso di Malagrotta e di proprietà dell'avvocato Manlio Cerroni. Eppure le controindicazioni sono numerose: sull'inquinamento di quella zona c'è un'inchiesta della procura e ci sono numerosi dossier, anche sugli scavi di Monti dell'Ortaccio c'è l'interessamento della procura; la popolazione, dopo decenni di convivenza con Malagrotta, è pronta alla rivolta e il sindaco Gianni Alemanno si è impegnato a combattere qualsiasi sito all'interno di Valle Galeria (analoghe posizioni anche da Regione e Provincia). Nonostante tutti questi fattori avversi, le verifiche su Monti dell'Ortaccio sono in corso. Alternative? Si sta controllando se ci sono spazi disponibili nella cinque discariche già esistenti nella provincia di Roma. Una ipotesi comunque difficilmente gestibile. In alternativa, si potrebbe prolungare il funzionamento di Malagrotta. Ieri il presidente della Regione, Renata Polverini, ha detto: «L'unica cosa da escludere è che ci possa essere un'altra proroga di Malagrotta». Ha commentato il capogruppo in Regione del Pd, Esterino Montino: «Spero davvero che, tra qualche mese, non dovremo inserire questa dichiarazione del presidente Renata Polverini nella lista delle promesse mancate. Cosa altamente probabile perché non ci sono i tempi tecnici e, dunque, ho l'impressione che Malagrotta non chiuderà il 30 dicembre ma se ne parlerà, con tutta probabilità, il prossimo giugno. Arriveranno prima le elezioni comunali che la chiusura di Malagrotta e la soluzione del problema rifiuti». ». Anche i Verdi ritengono che non ci siano i margini per realizzare una discarica entro il 31 dicembre, mentre Legambiente teme «un blitz di Ferragosto». Un bel labirinto. Ieri Polverini e Sottile hanno scherzato sulla scelta della discarica. La governatrice: «Arriverà quando meno ve lo aspettate»; il prefetto: «Il nome del sito della nuova discarica? Non me lo ricordo». In questo pantano ci sono poi le alternative più fantasiose che si aggiungono a una possibile proroga di Malagrotta: il trasferimento dei rifiuti all'estero. Per molti non è tecnicamente praticabile, vista la quantità di rifiuti prodotti di Roma, ma ormai tutto è possibile. Infine, c'è il grande punto interrogativo della scelta del sito per la discarica definitiva. Su questo spiega Sottile: «L'individuazione competerà alla Provincia, sentiti i Comuni interessati (Roma, Ciampino e Fiumicino)». Entro il 31 dicembre 2012. Forse.