«Ci sono tutte le condizioni per evitare l'emergenza», dice il presidente della Regione, Renata Polverini. «Sono molto soddisfatto perché in questo accordo ci sono impegni puntuali che coinvolgono tutti», aggiunge il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. Ieri mattina è stato presentato il Patto per Roma sui rifiuti sottoscritto da Regione, Provincia, Comune e Ministero dell'Ambiente. Ma al di là dei toni enfatici c'è una casella vuota e che lascia accesso l'allarme rosso alla voce rifiuti: il prefetto Goffredo Sottile non ha ancora scelto il sito per la discarica provvisoria. Non solo: nel Patto per Roma non c'è neppure un'indicazione sul sito per la discarica definitiva. Ma allora cosa c'è scritto nel Patto per Roma? E perché viene ritenuto tanto importante? Bisogna avere chiaro in mente che la discarica non è il re di tutti i problemi a Roma. I veri punti deboli sono due: 1. la differenziata è ancora a percentuali insufficienti; 2. la Commissione europea ha attivato una procedura d'infrazione contro il Lazio e l'Italia perché a Malagrotta arrivano rifiuti non trattati. Il Patto per Roma offre una soluzione: per ora sono indicazioni sulla carta, però sono previste risorse economiche e una tabella di marcia che dovrebbero garantire che dalle buone intenzioni si passerà alla pratica. In altri termini: anche se domani avessimo una nuova discarica, non sarebbe una soluzione senza differenziata e trattamento. Il Patto per Roma «promuove e sviluppa» un sistema di raccolta differenziata che raggiunga il valore del 30 per cento dei rifiuti urbani entro la fine del 2012, del 40 entro il 2013, del 50 entro i12014, del 60 entro i12015 e del 66 entro il 2016. Il Ministero dell'Ambiente stanzia 30 milioni di euro che si somano ai 52 della Regione. Per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti, il patto definisce un programma di lavoro al fine di assicurare la piena efficienza degli impianti di Tmb-trattamento meccanico biologico e al contempo un programma (denominato sisteI L'accordo ma integrato 2012-2014 da definire entro il 15 ottobre) per il completamento degli impianti necessari per la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti. Clini: «Stiamo cercando di evitare la sanzione europea. Uno dei punti principali dell'accordo è la piena funzionalità degli impianti per assicurare il trattamento dei rifiuti prima del conferimento in discarica». Il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti: «Con l'impegno delle istituzioni vengono date importanti certezze per la chiusura del ciclo e per il trattamento dei rifiuti nella Capitale a partire dal pieno funzionamento degli impianti di Tmb dell'Ama, che dallo scorso primo agosto dovrebbero essere già pienamente funzionanti, e degli impianti di Malagrotta che saranno a regime entro il mese di ottobre».