Svolta nell'inchiesta amianto agli scavi archeologici: al via il piano di bonifica per 31 domus. Ancora nessun provvedimento in atto, però, per il trasferimento degli uffici dai container di Porta Marina Superiore. A seguito dell'inchiesta aperta dalla procura di Torre Annunziata, su denuncia del Mattino, la soprintendenza di Napoli e Pompei ha autorizzato un cronoprogramma per lo smaltimento di circa due tonnellate di rifiuti tossici accatastati, negli anni, tra le insulae dell'antica città romana, meta di milioni di turisti e, nel caso specifico, luogo di lavoro per tanti addetti costretti a operare in strutture ritenute non idonee. Non basteranno, forse, i sette giorni di lavoro programmati, iniziati ieri dai dipendenti della ditta «Frn Di Pezza Nacchia Srl» di Pagani, per raccogliere e smaltire il materiale cancerogeno che ha messo in serio pericolo la salute dei lavoratori e dei turisti. Nel corso della bonifica, infatti, gli esperti hanno individuato altro materiale cancerogeno al civico IV, adiacente alla domus di Loreio Tiburtino, rinvenimento non previsto nel piano. La Cisl, l'unica sigla sindacale che ha sollevato il caso amianto, esulta, «anche se - anticipa Antonio Pepe-andrebbe controllato anche il terreno per verificare una eventuale contaminazione per poi provvedere all'eventuale bonifica..La mancata messa in sicurezza e lo scarno monitoraggio dell'area archeologica - spiega il segretario sindacale - potrebbe aver causato, nel corso di questi anni, la penetrazione degli inquinanti ad una profondità tale da contaminare la falda. Ringraziamo la magistratura per aver dato seguito alla nostre denuncie, rimaste inascoltate per 15 anni, predisponendo un'indagine che ha portato alla luce la presenza di materiale di cemento amianto sparso in tutta l'area archeologica». Tra le domus più prestigiose interessate al piano di bonifica c'è il Mausoleo di Mamia a Porta Ercolano. Ed ancora le domus: delle Amazzoni in via Consolare; di Olconius Rufus; dei Dioscuri; di Ugonius Gogidadus; dell'Efebo, lato Casa del Menadro; di Loreio Tiburtino (il cui pergolato è crollato lo scorso 22 dicembre portando alla luce il materiale di amianto); il giardino del Larario di Achille; l'Ospitium Siti nella REG VII; il Vicolo del Lupanare; Porta Vesuvio; l'ingresso delle Terme Centrali da Via di Nola nella REG IX; il marciapiede dell'ingresso della Casa di Fabio Rufo nel Vicolo del Gallo; la Via degli Au-gustali e la Via del Foro; l'ex centrale elettrica posta dietro gli spogliatoi di Casa Bacco; il Foro Triangolare; il fabbricato-magazzino di Porta Stabia (dove sono accumulati, tra gli altri, reperti antichi e testi importanti). «La guerra per liberare il sito di Pompei dai residui di amianto - ricorda Pepe - è stata dichiarata da me nel 1998 e si concluderà, con la vittoria dei dipendenti, solo quando vedrò l'intera area archeologica ripulita da tutti i rifiuti nocivi nascosti, liberata da quei mostri di prefabbricati, che ancora oggi la invadono, e quando il personale trasferito negli edifici demaniali». Per questa prima battaglia vinta dal personale, il pensiero dei colleghi è andato a Francesco Guida 59 anni, deceduto lo scorso 22 giugno nell'ospedale di Nocera Inferiore per un tumore ai polmoni, testimone chiave nell'inchiesta sull'amianto avviata dall'ex capo della procura oplontina Diego Marmo.
POMPEI -Parte la bonifica degli Scavi, scoperto altro amianto
La soprintendenza di Napoli e Pompei ha autorizzato un piano di bonifica per lo smaltimento di circa due tonnellate di rifiuti tossici amianto trovati negli scavi archeologici di Pompei. Il piano prevede sette giorni di lavoro per raccogliere e smaltire il materiale. Gli esperti hanno individuato altri materiali cancerogeni al civico IV, adiacente alla domus di Loreio Tiburtino. La Cisl ha esultato per la vittoria del personale e ha richiesto il controllo del terreno per verificare una eventuale contaminazione. Il piano di bonifica coinvolge 31 domus, tra cui il Mausoleo di Mamia e il Foro Triangolare.
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