«Il vincolo pubblico sul Fontego non c'è più dal 2006. Dunque il restauro conservativo si può fare subito. Il bene è vincolato, e il Comune per la manutenzione ha già dato il suo parere favorevole». Aldo Bello, dirigente dell'Edilizia privata veneziana per dieci anni (fino al 2005), tra gli autori dell'ultimo Piano regolatore, critica apertamente Ca' Farsetti per le sue indecisioni sul contestato progetto del nuovo Fontego dei Tedeschi, firmato dall'archistar Rem Koolhaas. «In questi mesi», scrive l'ex dirigente comunale, «si è parlato molto del parere vincolante della Soprintendenza affinché il Comune possa esprimersi. Non è così. Perché il parere della Soprintendenza non può rappresentare di per sè il via libera. Chi deve decidere sull'operazione immobiliare proposta dai privati è il Consiglio comunale». «Spetta infatti all'organo elettivo», continua Bello, «stabilire se vi sia un reale interesse pubblico, assumendosene la responsabilità, e una volta stabilito questo se si tratti di un interesse pubblico così forte e pregnante tale da consentire la deroga alle nonne che lo stesso Consiglio ha votato per la città di Venezia». L'ex responsabile degli uffici comunali critica anche la «mancanza di istruttoria che indichi puntualmente, uno a uno, i contrasti con la normativa e la necessità della deroga, in modo da consentire al Consiglio di esprimersi». Deroghe importanti, che nel caso in questione dovrebbero riguardare la possibilità di realizzare una terrazza a vasca sul tetto dell'edificio rinascimentale, le scale mobili e il taglio delle murature all'interno, il nuovo piano interrato, la sopraeleva-zione per ricavare un piano on pavimento trasparente sopra il cortile. «Le deroghe concesse dal Consiglio comunale con le amministrazioni di Costa e Cacciai», conclude Bello, «hanno finora riguardato sempre edifici pubblici o edifici che svolgono una reale funzione pubblica, come il teatro La Fenice, la cittadella della Giustizia, la Fondazione Querini Stampa-lia. Non hanno mai riguardato la proprietà privata». Un'altra voce critica dunque al rilascio di deroghe per la terrazza. Sull'idea di trasformare l'ex palazzo delle Poste in centro commerciale c'è una grande convergenza. In fondo il Fontego era nato proprio come edificio commerciale nel Cinquecento e deposito di merci dei «tedeschi». Il dibattito è aperto sulle trasformazioni architettoniche del palazzo rinascimentale. Appelli da più parti- compreso lo storico dell'arte Salvatore Settis - sono stati lanciati per evitare un precedente che molti giudicano pericoloso. Il progetto, bocciato dalla Soprintendenza e dal ministero, dovrà andare adesso nuovamente all'esame della Soprintendenza e poi in Consiglio comunale.