Resteranno solo i muri a raccontare alla città la storia del Teatro Smeraldo. Dalla piazza XXV Aprile i segni dei cantieri sono spariti. I lavori per «l'infinito» garage sono terminati. Ma lo Smeraldo non ha resistito. Settant'anni di spettacoli sono infatti andati in soffitta con la decisione del proprietario, Gianmario Longoni, di vendere alla catena Eataly di Oscar Farinetti. Scaffali zeppi di alimenti con il meglio del Made in Italy e un ristorante prenderanno presto il posto di attori e cantanti. Di quella sequela di «big» e grandi show che hanno segnato quel palcoscenico: da Cats al Fantasma dell'opera, da David Bowie ad Astor Piazzolla, da Bob Dylan fino a Bruce Springsteen. E qui ritorniamo ai muri e alla storia del teatro. Anche sulle pareti interne, c'è un ricordo. Due murales, da due metri per sei ciascuno, che per 13 anni hanno accolto gli spettatori. E che ora, con i lavori di ristrutturazione previsti all'interno dell'edificio per riadattarlo alla sua nuova «mission», rischiano di venir distrutti. Per scongiurare il pericolo, l'autrice, la pittrice Roberta Musi, lancia un appello: «Le due opere vengano salvate e rimangano a testimonianza di uno storico teatro della città. Altrimenti aggiunge è possibile "strapparle" e portarle integre altrove». «Vorrei sapere che fine faranno, che intenzioni hanno i nuovi proprietari», afferma ancora la Musi, pittrice parmense di 64 anni ma da tempo trapiantata a Milano dove ha lo studio. Sue opere sono conservate in diverse collezioni pubbliche e private, oltre ad essere state scelte da personaggi del calibro di Luciano Pavarotti. Ma a quei due murales, su cui ha lavorato due mesi, 13 anni fa, è particolarmente legata. «Era il 1999 e avevo mostrato i bozzetti a Longoni racconta . Gli sono piaciuti e mi ha chiesto di realizzarli, ma enormi: due metri per sei». «Pensavo di fare due affreschi prosegue ma faceva un caldo soffocante ed era impossibile. Ho scelto quindi di usare l'acrilico». Nascono così i due grandi cavalli bianchi che appaiono davanti agli occhi appena si sale la rampa di scale che porta alla galleria. Nei dipinti i due cavalli «entrano fra le porte di piazza XXV Aprile. Uno arriva da corso Como, l'altro da corso Garibaldi, e depositano su un grande drappo di colore verde smeraldo il loro carico simbolico». Fatto di strumenti musicali, maschere e nastri, «a rappresentare i costumi teatrali». La pittrice poi è intimamente legata allo Smeraldo. Il fondatore, il conte Mario Longoni, era il nonno di suo marito. E anche lei, con i suoi cavalli, sua vera passione, ha lasciato una traccia nel teatro. Un segno che vorrebbe non scomparisse. «Sarebbe un peccato», dice. Longoni, da parte sua, spiega: «L'ho fatto presente a Farinetti, ma non so cosa ne sarà dei due murales».
MILANO - Ex Smeraldo, la pittrice Musi Salvate i miei murales
Il Teatro Smeraldo di Milano è stato venduto alla catena Eataly di Oscar Farinetti. I lavori di ristrutturazione previsti all'interno dell'edificio per riadattarlo alla sua nuova missione sono in corso. I due murales realizzati dalla pittrice Roberta Musi, che raccontano la storia del teatro, rischiano di venir distrutti. Musi ha lanciato un appello per salvare le opere e ha chiesto informazioni sulle intenzioni dei nuovi proprietari. Il fondatore del teatro, Gianmario Longoni, ha espresso la sua preoccupazione per il destino dei murales, ma non sa cosa ne sarà fatto. I murales rappresentano la storia del teatro e sono una parte importante della sua identità. La loro distruzione sarebbe un peccato.
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