IL CASO. Il primo cartello si trova si trova di fronte al Capitolium. Che è chiuso per restauri... A meno di due mesi dalla cerimonia ufficiale per l'iscrizione all'importante riconoscimento, non c'è quasi più traccia dell'evento. E neanche del sito A.A.A. Patrimonio mondiale dell'Unesco cercasi. Perché a Brescia c'è, ma non si vede. Il 25 giugno 2011 i monumenti di Santa Giulia, San Salvatore e del Capitolium sono stati iscritti nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco grazie alla loro partecipazione al sito seriale «I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568 - 774 d.C.)». E un anno dopo, il 18 giugno scorso, si è tenuta la cerimonia ufficiale per l'iscrizione del sito all'importante riconoscimento alla presenza del ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi. Ma in città non c'è praticamente più traccia di tutto questo. E se è lecito pensare che i bresciani il riconoscimento l'abbiano recepito e digerito, forse non è proprio così per i turisti di passaggio. Che, bontà loro, possono permettersi di non essere aggiornatissimi sulla cronaca locale di ogni luogo che visitano. E se per sbaglio decidono di utilizzare il treno come mezzo di accesso alla città - comodissimo da Milano, Verona, Venezia e Bologna -, rischiano di non sapere neppure che anche a Brescia esista un gioiello di rara bellezza. Perché sembra esistere una sorta di cesura fra la stazione e il resto della città che ha dichiarato più volte le sue aspirazioni turistiche. CHI ARRIVA in treno alla stazione di Brescia non trova un'informazione turistica neanche a pagarla. Non c'è neppure l'infopoint delle Ferrovie. C'è l'ufficio informazioni turistiche del Comune di Brescia, e funziona, ma si trova sul piazzale della stazione, all'esterno, integrato con il presidio della Polizia locale. Nei locali della stazione, per giunta, non c'è alcun riferimento all'Infopoint che si trova a pochi passi: solo un foglio bianco con una scritta bilingue, appiccicato al vetro di uno dei bar delle entrate laterali, segnala la sua presenza. Un turista che per caso prenda l'uscita principale rischia di non vederlo. E una volta sul piazzale non c'è nulla che segnali Brescia come città in cui è presente un sito patrimonio mondiale. Si trovano i totem dei calendari teatrali, ci sono quelli con le tariffe dei taxi, ci sono persino quelli che spiegano dove buttare l'immondizia all'utente distratto, ma qualche indicazione che si tratti di un sito Unesco proprio no. Si trova, quello sì, un cartellone con la pianta del centro storico della città, ma non è aggiornato, non segnala nemmeno l'Infopoint della stazione (che si trova alle spalle di chi legge) o quello di fronte al Capitolium di competenza della Provincia. Inoltre, a Brescia non esiste un deposito dei bagagli, CHI VIAGGIA in treno o in autobus sarebbe estremamente agevolato dalla presenza di un magazzino custodito in cui poter lasciare le proprie valige per qualche ora mentre visita la città. Ma a Brescia non c'è, né di pertinenza delle Ferrovie né del Comune. Così chi ha avuto l'idea di risparmiare tempo e soldi spostandosi in treno o in autobus, si deve trasportare il bagaglio a piedi oppure caricarlo su uno dei bus della città. Diventa perciò poco utile avere una pensilina a fianco della stazione dei treni per il noleggio delle biciclette, con prezzi anche convenienti, se bisogna sempre portarsi appresso la valigia. Ma una volta risolti, in qualche modo, i problemi con i bagagli resta il dubbio: Brescia è o non è sito dell'Unesco? Percorrendo dalla stazione la strada che all'Infopoint indicano come la migliore per raggiungere il Capitolium (chiuso per restauri fino a data da destinarsi) non si trova uno striscione, un volantino o un totem che indichi il riconoscimento accolto dalla città con tutti gli onori solo due mesi fa. Risalendo via Foppa, via XX Settembre, via Gramsci, corso Zanardelli, via Mazzini e via Musei, il primo cartello con l'indicazione del sito Unesco si trova esattamente di fronte al Capitolium. Il che aiuta a sgombrare i dubbi del turista circa il luogo che vorrebbe visitare, ma non certo a trovarlo. Un po' come giocare a una caccia al tesoro, ma senza gli indizi. Silvana Salvadori