Bruno Maltese, coordinatore di "Liberi e forti", contesta il progetto Gardmed ideato dall'assessore Mariella Muti e suggerisce di risolvere prima i problemi di casa nostra SALVATORE MAIORCA «Progetti per il verde pubblico in collaborazione Siracusa-Malta? Ma pensiamo prima a salvaguardare quel poco di verde pubblico che la speculazione edilizia, al riparo di questa classe politica dirigente, ha lasciato ai siracusani. Semmai, dopo avere raggiunto quest'obiettivo, piccolo ma essenziale, cominciamo a parlare di nuovi megaprogetti». Lo afferma Bruno Maltese, coordinatore cittadino del movimento sturziano "Liberi e forti", contestando l'iniziativa annunciata dall'assessore Mariella Muti. E aggiunge. «"Comunque, se proprio volessimo parlare di nuovi progetti per il verde pubblico, non sarebbe certo il caso di parlarne con Malta. Non mi pare infatti che l'Isola dei Cavalieri abbia tanta esperienza di verde pubblico. Guardiamo piuttosto i territori del Nord, sia in Italia che, soprattutto, all'estero, dove il verde è una cosa seria. E soprattutto, se non innanzitutto, l'assessore cominci a indicare i luoghi della città nei quali realizzare questo progetto che non c'è, chiarisca di che progetti si tratta e con quali risorse realizzarli. Le periferie aspettano di essere riqualificate. Ma non facciamo come con il parco di Bosco Minniti: tanti soldi spesi e poi l'abbandono». L'elenco del poco che rimane di verde pubblico in questa città è presto fatto: i giardinetti del Foro siracusano, quello di piazzale Lepanto (ai Marinaretti, oggi Lega navale), la villetta Aretusa. I giardini del Foro siracusano sono tornati invivibili poco dopo il restauro, costato un sacco di soldi: sono di nuovo preda di ubriachi e di varia umanità, tutt'altro che affidabile, e il verde è già in pieno degrado; il giardinetto di piazzale Lepanto è diventato un cantiere perpetuo; villetta Aretusa è irriconoscibile. «E non dimentichiamo la riserva Ciane-Saline e la zona del Plemmirio, dove la distruzione incombe - aggiunge Maltese - Solo dopo aver fatto tutto questo o avviato a compimento l'opera di recupero e rilancio, è lecito parlare dei sogni». Senza dire delle aiuole sparse in città: poche e perdute. A cominciare da quelle delle recenti rotatorie. Si salvano solo quelle affidate ai privati. «E non dimentichiamo lo stato pietoso del parco archeologico. Dove le sterpaglie sono protagoniste - aggiunge Maltese - L'assessore Muti potrà obiettare che lì è competente la Soprintendenza. Ed è vero. Ma è anche vero che il Comune incassa il 30 dei biglietti di accesso ai siti archeologici. Dovrebbe, per legge, utilizzare questi fondi per la piccola manutenzione. Ma dov'è la manutenzione? E dove sono questi fondi? «Infine un minimo d'iniziativa. C'è stata da recente un'intesa tra la direttrice del parco archeologico e il direttore provinciale dell'Azienda forestale. Grazie alla quale sono stati utilizzati i braccianti della Forestale per pulire il parco. Ma è stato un episodio. Non si può rinnovare l'intesa a tre (Forestale, Soprintendenza, Comune) magari utilizzando quel benedetto 30 da riesumare finalmente? Gli assessori non sono impiegati comunali, ma amministratori. A loro si chiede iniziativa. Ma per le cose concrete. «Invece gli assessori - conclude Maltese (che è medico e parla con linguaggio medico) - cercano di "narcotizzare" la gente con megaprogetti: ovvero con sogni extraplanetari». 08082012