CORDOLO sul ponte Santa Trinita, scoppia il caso sicurezza. Sommerso dalle polemiche, Palazzo Vecchio dà il via ad una prima, parziale operazione di "safety review". Già da domani saranno applicati "occhi di gatto" catarifrangenti per renderlo visibile, soprattutto di notte, a chi arriva dal Lungarno Acciaiuoli. E Renzi ne discuterà nell'ultima riunione di giunta, sabato prossimo. SANTA Trinita, l'ora del check up. Sommerso dalle polemiche e alle prese coi primi "caduti" del cordolo a protezione della pista ciclabile, Palazzo Vecchio dà il via ad una prima, parziale operazione di "safety review" sul ponte: già da domani "occhi di gatto" catarifrangenti segnaleranno il cordolo per ora poco visibile, soprattutto di notte. Mentre le strisce bianche in terra e i cartelli stradali contribuiranno a rendere più sicuri gli attraversamenti e gli accessi proprio per i ciclisti. E' del resto probabile che il cordolo almeno per ora resti al suo posto, nonostante i dubbi di rimuoverlo siano più volte balenati anche nella testa di Renzi. In ogni caso sabato prossimo ne discute l'ultima riunione di giunta, già convocata dal sindaco per esaminare una cinquantina di delibere prima della pausa agostana. Non è una mossa d'emergenza quella che scatta nella notte tra oggi e domani, ma un'operazione già in gran parte pianificata. Solo che gli ultimi dettagli (e i tempi) sono stati messi a punto dai tecnici della mobilità proprio ieri mattina dopo un sopralluogo in Santa Trinita con il consigliere speciale per la bici Giampiero Gallo. Due le decisioni fondamentali: primo, gli occhi di gatto catarifrangenti per rendere visibile il cordolo alle auto e ai motorini che provengono dal lungarno Acciaiuoli. Saranno piazzati proprio sulla "curva", in modo da essere il primo impatto per chi arriva da Ponte Vecchio e deve svoltare su Santa Trinita. Secondo, la segnaletica. Sia orizzontale che verticale e su entrambi i lati del ponte. Funzionerà così: la pista ciclabile, per chi arriva da via Maggio, comincerà in piazza Frescobaldi e sarà indicata da una striscia di vernice in terra e da un cartello. Il ciclista seguirà le indicazioni e si ritroverà all'imbocco del ponte ma dall'altro lato rispetto alla pista. Un attraversamento ciclopedonale segnalato in terra lo condurrà all'ingresso della pista delimitata dal cordolo. Al termine della pista, per entrare in via Tornabuoni, potrà sfruttare un altro attraversamento ciclopedonale, sempre segnalato, che verrà tracciato in terra stanotte. «Si tratta di espedienti per la sicurezza che avevamo già immaginato e che renderanno finalmente operativa, anche se non completa, la pista ciclabile di ponte Santa Trinita», spiega Gallo. La pista, nonostante le polemiche, non è in effetti ancora completa e anzi formalmente sarebbe ancora chiusa al traffico in quanto area di cantiere. La realtà però è diversa: i ciclisti volendo possono già accedere (lo fa anche qualche motorino sprezzante delle regole). Volendo però: molti forse senza rendersi conto dell'esistenza della pista protetta o scambiando il cordolo (alto 22 centimetri e largo 50) per un marciapiede proseguono sul ponte Santa Trinita anche contromano (in direzione Maggio-Tornabuoni), sfidando il traffico di bus, motorini, auto, taxi. E' in effetti un'arteria piuttosto trafficata questa. E ora con il cordolo che sottrae 2,5 metri alla carreggiata anche la svolta per i bussini che arrivano dal Ponte Vecchio si rivela più complicata, tanto che più volte i mezzi dell'Ataf finiscono per scavalcare il marciapiede limandolo. Quel che è certo è che il cordolo divide anche i ciclisti: «Per me potevano pensare a fare qualcosa di più importante in questo momento senza spendere questi soldi», sbraita una donna attraversando il ponte con la bici a mano ieri. Ma Gallo difende la rotta: «Non c'era altra soluzione: o lasciare le bici allo sbaraglio o questa. Un cordolo in gomma e più piccolo? Era impossibile, il codice della strada dice che per le piste ciclabili bidirezionali occorrono almeno 2 metri di pista e 50 centimetri di cordolo». Il sindaco si è però già più volte chiesto se levare il cordolo. Certo la scelta provocherebbe qualche problema con la Corte dei Conti (l'operazione è costata circa 70 mila euro, pista su lungarno Corsini e cordolo in gomma in arrivo sulla ciclabile del ponte alla Carraia compresi) e per questo è probabile che si soprassederà. Comunque se ne parla sabato in giunta: «Toglierlo vorrebbe dire mettere a repentaglio la pelle di tutti. Anche il carabiniere che l'altra sera lo ha centrato in pieno per scansare una bici si può dire che è stato salvato da quel cordolo», osserva Gallo. Già a lavoro per "ricucire", in settembre, la pista di piazza Ferrucci.