SONO andato venerdì 20 in visita al Museo Archeologico di Napoli. Interdetto l'80 per cento della struttura. Ecco infatti le sale o sezioni che ho trovato chiuse: sale dei Tirannicidi, dei Busti di Filosofi, delle Gemme Farnesiane; sezione Egizia (salvo un contentino), Epigrafica (splendidamente ordinata, ma inaccessibile da anni), dei Vasi di Ruvo, delle Restituzioni, di Neapolis (inaccessibile da anni), Preistorica, Vascolare (di fatto inesistente: e tutti i vasi greci, dove sono?), delle Pitture Pompeiane (a partire dalla sala del Sacrificio di Ifigenia), dei Vetri, del Tempio d'Iside (quest'ultima inaccessibile da tempo immemorabile); sezione Numismatica (tra le più importanti al mondo, splendidamente ordinata, ma quasi sempre chiusa). Spariti inoltre da anni (per chissà quale futura ristrutturazione) capolavori in bronzo quali i due Apolli e Artemide-Diana da Pompei, i numerosi gioielli da Cuma o Pompei, gli elmi gladiatori e le armi, gli strumenti chirurgici (salvo un contentino), gli strumenti musicali (salvo un contentino: dove sono le "tubae"?), i rarissimi vasi in ossidiana con scene egizie (andati in frantumi mesi fa per il cedimento di una mensola), moltissimi dipinti, quali Achille e Chirone o Medea medita l'uccisione dei figli. In attesa di sistemazione le Pitture preromane, fra cui lastre dipinte da Cuma, Paestum, Capua e le famose Danzatrici di Ruvo. Relegate nel porticato di uscita (in attesa di chissà quale altra ristrutturazione) sculture quali il Doriforo, la Psiche di Capua, Orfeo ed Euridice, sarcofagi preziosi e la Base di Pozzuoli, un tempo molto più decorosamente esposti nell'Atrio e nelle sale. Perfino le due Statue equestri dei Balbo, che una volta nobilitavano l'Atrio, sono relegate presso l'uscita.