IL MINISTRO CATANIA FIRMA I QUESITI PRESENTATI DAI RADICALI: "ABBIAMO PERSO 5 MILIONI DI ETTARI, NO A NUOVE COSTRUZIONI" Un ministro che firma per un referendum dei Radicali non s'era mai visto prima o almeno io non me lo ricordo", Mario Staderini è più che soddisfatto. Mario Catania, titolare dell'Agricoltura, ieri ha firmato a favore degli otto referendum Radicali del comitato "Roma si muove" presieduto da Staderini. Un pacchetto di quesiti che mirano a limitare il consumo del territorio e costringerebbero il comune guidato da Gianni Alemanno a tutelare l'ambiente. Per il segretario dei Radicali "Catania conferma la volontà di operare in modo giusto, aveva già presentato un disegno di legge per lo sviluppo del suolo che mira a eliminare la possibilità per i Comuni di utilizzare gli oneri concessori per la spesa corrente". Il punto di partenza è Roma. Ogni anno nella Capitale vengono cementificati 300 ettari di terreno, oramai il 60 del territorio urbano è consumato. Questo avviene in una città dove Legambiente ha da poco censito 250 mila immobili sfitti, dove quindi non ci sarebbe necessità di costruire oltre. Invece tra il piano regolatore approvato da Veltroni prima di dimettersi nel 2008 e le varianti fatte dalla giunta Alemanno ci sono 90 milioni di metri cubi di nuove edificazioni autorizzate, tirano le somme i Radicali. E Catania conferma. "Negli ultimi 40 anni abbiamo perso 5 milioni di ettari agricoli" e quindi "i comuni devono pensare al loro territorio non come elemento da sfruttare, ma come risorsa da salvaguardare : uno degli elementi chiave è proprio evitare che sia così facile, com'è attualmente, cambiare destinazione d'uso ai terreni agricoli rendendoli edificabili", ha detto il ministro. "Bisogna concentrare lo sforzo della nostra edilizia verso la riqualificazione delle periferie urbane" perché "se continuiamo a cementificare si aggraverà con ricadute negative anche per il turismo". Il quesito firmato da Catania chiede al Campidoglio di porre in essere "tutti gli atti necessari ad attuare, attraverso la revisione delle previsioni edificatorie del Piano regolatore generale, un piano straordinario finalizzato allo stop del consumo di territorio e al recupero qualitativo ed energetico del patrimonio edilizio e dei tessuti urbani esistenti". Roma, ha spiegato il ministro Catania, "era e in parte ancora è uno dei più grandi comuni agricoli d'Italia: vorrei che rimanesse tale, salvando dalla cementificazione i terreni agricoli del territorio comunale. Abbiamo infatti bisogno di costruire di meno e di costruire meglio, riqualificando il patrimonio edilizio che abbiamo e lavorando sulle aree degradate. Si è costruito molto male negli anni 60 e 70 e ci sarebbe molto spazio per riqualificare". Staderini si è detto "a favore dell'edilizia di qualità, quella che fa uso della demolizione e ricostruzione, senza erodere nuovi terreni agricoli, e delle tecniche di bioedilizia". Il radicale Umberto Croppi ha aggiunto che "nei prossimi anni a Roma sono in programma 90 milioni di metri cubi di nuove edificazioni". Il pacchetto di referendum è diviso in quattro tematiche: ambiente, diritti, mobilità e giustizia. "Vogliamo anche un registro comunale sul testamento biologico e puntiamo a far votare per i referendum assieme alle politiche così i partiti dovranno prendere posizioni nette sulle singole tematiche", sostiene Staderini. È possibile firmare per gli otto quesiti fino al 6 ottobre (informazioni su www.romasimuove.it).
Un referendum per fermare la cementificazione di Roma
Mario Catania, ministro dell'Agricoltura, ha firmato un pacchetto di quesiti Radicali per limitare il consumo di territorio a Roma. Il pacchetto mira a evitare la cementificazione e a salvaguardare l'ambiente. Catania ha affermato che Roma è una delle città più grandi comuni agricoli d'Italia e che è necessario costruire di meno e di costruire meglio, riqualificando il patrimonio edilizio. Il pacchetto di referendum è diviso in quattro tematiche: ambiente, diritti, mobilità e giustizia. I Radicali chiedono anche di far votare per i referendum assieme alle politiche. Il pacchetto è disponibile per la firma fino al 6 ottobre.
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