Il caso La replica del sindaco di Granarolo: "Un'opportunità per tutti" NON ne è ancora stata posata una pietra, ma il nuovo centro tecnico che il Bologna ha intenzione di costruire nel giro di due anni a Quarto, nel comune di Granarolo, non smette di far litigare gli ambienti della politica. Continua infatti a non piacere soprattutto al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia, che con un'interrogazione chiede alla giunta di viale Aldo Moro di verificare che il progetto presentato dal club rossoblù, ora allo studio di una Conferenza dei servizi formata da Comune di Granarolo e Provincia, sia compatibile col Piano territoriale provinciale. «Il centro tecnico sorgerà su terreni agricoli, e non verrà raggiunto dai mezzi pubblici, in particolare dal servizio ferroviario metropolitano», lamenta Favia, che già dieci giorni fa aveva espresso la sua contrarietà, chiedendo un intervento di controllo della Regione, sin qui rimasta fuori dal tavolo di discussione. «Solo un'occasione per cementificare », così il grillino aveva liquidato il centro tecnico, che dovrebbe estendersi su una superficie di 22 ettari tra via Prati, la Lungosavena e via San Donato. Al nuovo affondo del 5 Stelle rispondono il presidente della Provincia Giacomo Venturi, che già si era espresso nei giorni scorsi, e il sindaco di Granarolo Loretta Lambertini ieri sera ha inviato una nota di replica alle agenzie: «Favia venga a Granarolo, si accorgerà che il centro sportivo sarà facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici, e ospitare l'impianto sarà un'opportunità per rafforzare i collegamenti. Inoltre aggiungono , il progetto rientra nella pianificazione comunale, e non modifica il piano strutturale provinciale, perché non si tratta di un polo funzionale». È per questo che la Regione non partecipa alla Conferenza dei servizi, mentre Venturi ribadisce l'intento «di massima trasparenza, per far capire quanto queste polemiche siano deboli e strumentali».